Il prossimo commissariamento del liceo Galilei di Perugia e il clima di conflittualità tra preside e gli altri organismi scolastici fanno ritornare ad accendere i riflettori della cronaca. A maggior ragione se la preside convoca ufficialmente studenti e genitori per un’assemblea che, come noto, si terrà oggi pomeriggio alle 17 all’aula magna dell’istituto. In vista dell’appuntamento gli studenti, che il 27 daranno vita a una manifestazione dalla sede della scuola a piazza IV Novembre, fanno sentire la loro voce attraverso una nota: «Siamo – scrivono – un gruppo di studenti del liceo scientifico Galilei di Perugia. In questi giorni abbiamo condiviso la forte preoccupazione per lo stato della nostra scuola che vanta storicamente una reputazione di eccellenza ed è un vero e proprio punto di riferimento per tutta la regione».
IL FACCIA A FACCIA
PERCHÉ LA SCUOLA VIENE COMMISSARIATA
Preoccupazione «Abbiamo evidenziato più volte – dicono ancora – anche nell’assemblea di sabato scorso in cui eravamo centinaia, i nostri motivi di preoccupazione che vanno ben oltre il problema della contabilità e del bilancio: crollo delle iscrizioni del 40 per cento, in netta controtendenza con il passato e a fronte degli altri licei in tutta la città di Perugia che crescono, rischio di chiusura dei curricula ‘Bilingue’ e ‘Cambridge’, mancanza di dialogo e trasparenza, mancata attivazione dei progetti di arricchimento dell’offerta formativa e la lista potrebbe continuare. La dirigente ha convocato un’assemblea nella quale lei intende fornire le sue argomentazioni. Contrariamente a quanto si legge nella convocazione – che speriamo non si riferisse agli studenti – noi non abbiamo mai alzato un polverone, non abbiamo strumentalizzato niente, non siamo in malafede, non abbiamo calunniato nessuno. Noi rivogliamo soltanto la nostra scuola come era prima e finora ci siamo comportati responsabilmente».
IN 400 ALL’ASSEMBLEA: «PRESIDE INADEGUATA»
FOTOGALLERY: L’ASSEMBLEA
L’assemblea «Speriamo – concludono – che questo incontro possa essere l’occasione non per ascoltare monologhi da parte della dirigente, ma per un vero dialogo, dove ci sia spazio per fare domande e per replicare, anche se avremmo preferito che i nostri rappresentanti fossero consultati prima di decidere la data e non che si convocassero unilateralmente quasi 5.000 persone in una sala che ne può contenere al massimo un centinaio (e che, per ragioni di sicurezza, a noi è sempre stata negata, da parte della dirigente, per le nostre assemblee). Nonostante tutto abbiamo scelto di partecipare a questo incontro, nella speranza che ci siano le circostanze e lo spazio (anche fisico!) per un vero dialogo su tutte le questioni che oramai da troppo tempo stiamo portando all’attenzione della dirigente, senza aver ricevuto finora risposte chiare ed esaustive».
