di M.T.
Luigi Repace è stato assolto dalla giustizia sportiva. «Il tribunale federale nazionale presieduto dall’avvocato Sergio Artico ha prosciolto il presidente Repace che era stato deferito per avere posto in essere comportamenti non conformi alle buone regole di gestione della vicenda sul finanziamento ottenuto dalla Regione dell’Umbria», recita il comunicato della Figc.
I particolari La contestazione, alla luce degli atti forniti non è stata ritenuta fondamentale dalla commissione disciplinare che pertanto ha optato per il proscioglimento. Il tribunale federle ha inoltre dichiarato improcedibile l’azione disciplinare in merito al deferimento di Repace e altri 5 consiglieri del comitato regionale (Carlo Emili, Nardino Forti, Giuyseppe Palmerini, Roberto Lombrici e Mario Cicioni). La sentenza arriva dopo quattro giorni dalla discussione che si è svolta a Roma nella sede della commissione disciplinare dove Repace è stato difeso da Francesco Falcinelli e Luigi Chiappero. Lo stesso Repace ha chiesto la parola al termine delle arringhe, sostenendo che «nessun danno di immagine è stato arrecato alla Figc per la vicenda giudiziaria» che lo aveva visto imputato per reati di malversazione e truffa. Insomma gli argomenti portati hanno convinto il collegio giudicante. A questo punto sembra assai improbabile che il procuratore Palazzi possa fare appello a questa sentenza che sancisce la governabilità del Comitato regionale umbro la cui attività è stata definita di «buon esempio e sana gestione» dal presidente della Fgic Carlo Tavecchio, in occasione della inaugurazione della nuova sede del comitato regionale umbro. Adesso il campetto di Prepo non rappresenta più, almeno per la giustizia sportiva, un motivo di discussione quantomeno amministrativa.
