di Massimo Colonna
C’è un protocollo che gira negli uffici del ministero dei Beni e delle attività culturali che vorrebbe il riconoscimento della cascata delle Marmore come ‘patrimonio culturale’. Un percorso avviato dal Comune di Terni e che diventa propedeutico al secondo tentativo di candidatura della cascata a patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Tentativo che stavolta, dopo quello avviato nel 2004 e ritirato poi dal governo, si concentrerà esclusivamente sulla cascata e non anche sul territorio della Valnerina. Errore questo costato il ritiro da parte del governo centrale del precedente dossier.
L’errore del 2004 Un errore di valutazione commesso dagli enti locali proprio nel 2004, quando nella stessa domanda erano finiti i temi delle ‘bonifiche storiche’ e del ‘monachesimo della Valnerina’, troppo distanti per essere inseriti nello stesso faldone. Ecco perché poi il governo ritirò la candidatura. Ora si riparte puntando solo sulla cascata come ‘patrimonio culturale immateriale dell’umanità’.
L’incontro a Marmore Del nuovo corso si è parlato mercoledì sera nella sede della ex circoscrizione Velino a Marmore, alla presenza di diversi esponenti del Pd, tra cui il vicepresidente della giunta regionale Fabio Paparelli, il sindaco Leopoldo Di Girolamo, l’assessore al Turismo di Palazzo Spada Daniela Tedeschi e gli esponenti locali del Partito democratico. Assente per impegni romani la governatrice Catiuscia Marini. Nel corso del dibattito i rappresentanti delle istituzioni hanno presentato i progetti di rilancio dell’iniziativa rivolta proprio alla commissione Unesco.
Il nuovo corso L’idea su cui sta lavorando il Comune in concerto con gli altri enti è quello di concentrare la richiesta per l’Unesco esclusivamente sulla cascata, da considerarsi come patrimonio immateriale dell’umanità. Per questo serve prima un riconoscimento che dia all’attrazione turistica un valore culturale, che finora non ha mai ricevuto. In questo senso ecco l’iniziativa del Comune che ha inviato al ministero una istanza per ottenere questo riconoscimento.
Partecipazione Una volta ottenuto il documento, per il quale alcuni amministratori si dicono anche ottimisti, ecco che scatterà poi la trafila verso l’Unesco. La cascata sarà dunque presentata come unicità mondiale anche per il suo valore storico e non solo naturalistico. A sostegno del progetto poi serviranno gli appoggi degli enti, Regione, Provincia e le varie associazioni che lavorano sul territorio, ma anche una raccolta di firme tra la popolazione perchè, tra gli elementi valutati dalla commissione dell’Unesco c’è anche quello della rappresentatività popolare. Serve dunque una dimostrazione che la cascata sia un simbolo anche per la località
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