Il carcere di Capanne (foto F.Troccoli)

«Pessima qualità degli alimenti, sia sotto il profilo della conservazione che della qualità». La denuncia, con l’annuncio dell’inizio dello stato di agitazione e la proposta «a tutto il personale di polizia penitenziaria una protesta di astensione dalla mensa di servizio» viene dai segretari dei sindacati D’Imperio dell’Osapp, Francois della Uil P.P. e Antognoni della Cisl Fns in una lettera al provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Giuseppe Martone, e al direttore del carcere di Perugia Capanne, Bernardina Di Mario.

Lettera di protesta «Il motivo di tale azione – si legge nella lettera – è per la pessima qualità degli alimenti, sia sotto il profilo della conservazione che della qualità. In più occasioni è stato riscontrato che i generi alimentari vengono trasportati con mezzi non idonei per il trasporto alimentare (carne, frutta, surgelati vengono trasportati per oltre 400 km con mezzi non refrigerati). Il comportamento del gestore della ditta appaltatrice al di là di questi gravi episodi assolutamente non rispetta nessuno degli accordi contrattuali. Per effetto di ciò, il menu giornaliero non corrisponde a quello della tabella prestabilita, oltre ad essere scadente per qualità e quantità, nonostante le dipendenti si facciano in quattro per poter mettere a tavola un piatto dignitoso». Per questi motivi, i sindacati chiedono «l’intervento del Signor Provveditore affinché si mobiliti per l’entrata di una nuova ditta a seguito della risoluzione del contratto con questa vigente. Per quanto ci riguarda – concludono – a fronte del trattamento che è propinato giornalmente da codesta ditta, l’astensione continuerà ad oltranza fino alla soluzione del problema rappresentato».

 

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