di Maria Giulia Pensosi

Gli ex studios di Papigno stanno per rifiorire. A portare una ventata di primavera ci pensa, in prima battuta, l’Ente Cantamaggio che si è aggiudicato le ex officine in cambio di un investimento da 135 mila euro per il restyling dei locali affidati. Non è finita qui: per il rilancio degli stabilimenti, oltre al bando per individuare gestori per una concessione massima di 30 anni, il Comune sta attendendo anche l’esito di un bando della presidenza del Consiglio dei Ministri da 10 milioni di euro che consentirebbe il recupero della maggior parte dei locali di Papigno. Insomma, un restyling che mira ad essere “a tutto tondo” e dare nuova vita all’area creando nuovi posti di lavoro, economica e rilanciando la cultura.

Officine Papigno all’Ente Cantamaggio L’Ente Cantamaggio si è aggiudicato il bando dedicato alle associazioni del territorio. Si tratta di una concessione per valorizzazione che consentirà ai maggiaioli di avere una nuova casa per la realizzazione dei carri di maggio. Una novità importante per l’Ente che arriva dopo anni di difficoltà per trovare le location adatte per l’assemblaggio dei colossi di cartapesta: «Finalmente ci siamo riusciti – commenta ai microfoni di Umbria24 Maurizio Castellani, presidente dell’Ente -. Voglio ringraziare l’amministrazione comunale, specialmente il sindaco Stefano Bandecchi, che si è direttamente interessato, e l’assessore Sergio Cardinali». I locali affidati ora dovranno essere ristrutturati con un investimento da 135 mila euro. Si punta ad arrivare il restyling in tempi brevi, come spiega ancora Castellani, per cercare di utilizzare la nuova location per l’assemblaggio dei carri di maggio per l’edizione della kermesse 2026.

Rilancio ex studios Per quanto riguarda invece il rilancio generale degli stabilimenti in via Carlo Neri, a fare il punto con Umbria24 l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali. Al momento, oltre all’operazione in mano all’Ente Cantamaggio, ci sono altri due bandi che interessano la maxi struttura. Il primo, già noto, quello per l’individuazione di uno o più soggetti per la valorizzazione del complesso immobiliare di Papigno, tramite il recupero e la rifunzionalizzazione attraverso una concessione che avrà durata massima 30 anni, canone annuo di concessione a base d’asta fissato a 15 mila euro e diverse destinazioni: «Il bando è aperto, stiamo attendendo le proposte – spiega Cardinali -. La scadenza è fissata a febbraio». Questo bando fa seguito a diverse manifestazioni di interesse arrivate a Palazzo Spada. L’obiettivo è quello di far rinascere il polo di Papigno e le destinazioni d’uso sono diverse, tra queste: attività produttive, di ricerca e di formazione, organizzazione mostre e fiere, attività culturali, strutture museali ed espositive, attività di produzione cinematografiche e per lo spettacolo e per l‘innovazione tecnologica, attività alberghiere, turistiche o sportive.

Bando da dieci milioni In ballo però c’è anche un altro bando che potrebbe essere cruciale, quello da 10 milioni della presidenza del Consiglio dei Ministri: «Come Comune abbiamo partecipato a questo bando per il recupero delle aree industriali dismesse – spiega ancora Cardinali -. Credo che entro Natale ci sarà la graduatoria». Nel caso in cui il Comune riesca ad intercettare questi fondi «cambierebbero i termini di concessione del bando in chiusura a febbraio che diventerebbe un bando non più per la valorizzazione, ma semplicemente per “l’affitto” dei locali che verranno ristrutturati con il contributo di 10 milioni», chiosa l’assessore. Insomma, un contributo importante che potrebbe essere determinante per il futuro e il rilancio degli ex studios.

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