«Comitato di controllo per il nuovo biodigestore di Casone che può dare un contributo positivo alla gestione dei rifiuti organici ma su cui abbiamo molti dubbi, primo fra tutti i livelli di impurità tollerati dal progetto di Vus, Ati3 e da Asja». Così Maurizio Zara, ingegnere ambientale e vicepresidente di Legambiente Umbria che sta approfondendo con l’aiuto di altri volontari qualificati il progetto dell’impianto che verrà realizzato a Foligno. Anche l’associazione, comunque, contesta il metodo degli enti locali e del privato accusati di non aver coinvolto nell’operazione la cittadinanza «bruciando – scrive Zara – l’ennesima occasione di confronto attivo e proficuo, che viene colpevolmente e tardivamente attivato soltanto ora di fronte alle proteste».
Biodigestore di Casone In questo senso l’ingegnere è netto: «Il comitato contro il biodigestore spara a zero talvolta a ragione, talvolta con argomenti assurdi e privi di fondamento scientifico». Poi nel merito: «L’impianto di Casone può dare un contributo positivo alla gestione dei rifiuti organici dei comuni dell’ambito territoriale di Foligno, Spoleto e Valnerina, soltanto se – evidenzia il vicepresidente regionale di Legambiente – sarà avviata una raccolta differenziata della frazione organica qualità con il sistema porta porta e con controlli monitorati puntualmente, che significa eliminare i cassonetti stradali dove si mescolano senza controlli rifiuti di ogni tipo. Solo in questo modo si potrà essere certi che il biodigestore darà meno scarti e meno problemi, tuttavia – va avanti Zara – l’impianto può e deve agire come leva per innalzare la qualità della raccolta differenziata, introducendo tariffe che premiano i Comuni che conferiscono rifiuti con qualità migliore e dall’altro lato, penalizzando i comuni meno virtuosi».
I dubbi di Legambiente Poi largo alle perplessità: «Questo concetto nel progetto dell’impianto di Foligno non è presente, tanto che si prevede di tollerare impurità superiori al 15 per cento (solo a questa soglia scatta il disincentivo economico) e soltanto la frazione organica con impurità superiore al 25 per cento non potrà essere accettata. Sono numeri – dice l’ingegnere – che fanno venire più di qualche dubbio sulla reale quantità di scarti che verranno prodotti e sulle reali intenzioni dei Comuni, Ati3 e Vus di investire ed intervenire sul miglioramento della raccolta differenziata dell’organico». In questo senso Zara «propone di istituire un comitato di controllo costituito da cittadini e istituzioni per tutta la durata di gestione dell’impianto» anche per aprire un percorso sulla valutazione dei rischi «perché – dice l’esperto – anche il biodigestore di Casone pur evitando la combustione in loca presenta degli impatti che vanno considerati, valutati e mitigati quanto possibile confrontandosi con ipotesi alternative e coinvolgendo la cittadinanza sempre attraverso il comitato di controllo».



Ma non c’è un po troppa vicinanza tra PD Legambiente e Asja??? http://coscienzeinrete.net/ecologia/item/1675-il-pd-e-legambiente-indissolubilmente-legati-per-fregarci Persone legate all’associazione
Chicco Testa, prima segretario e poi presidente dell’Associazione all’inizio degli anni ’80. Diventato in seguito deputato per il PCI PDS, è stato presidente di Acea e di Enel. Dopo aver sostenuto negli anni ’80 la battaglia contro l’energia nucleare, in occasione del referendum del 2011 si è invece schierato apertamente a favore del ritorno al nucleare, diventando presidente del Forum Nucleare Italiano.
Ermete Realacci, presidente dal 1987 al 2003 e tuttora presidente onorario di Legambiente. Eletto nel 2001 alla Camera dei deputati è stato presidente della Commissione Ambiente della Camera nella XV Legislatura per conto della Margherita, è tuttora parlamentare per il PD.
Laura Conti (1921-1993), medico, figura storica dell’ambientalismo italiano, fu tra i primi a interessarsi dell’incidente di Seveso del 1976. Deputato per il PCI dal 1987 al 1992, quando anche altri ambientalisti (Giorgio Nebbia, Enzo Tiezzi, Gianni Tamino) siedono in parlamento, è stata inoltre presidente del comitato scientifico della Lega per l’Ambiente.
Fabrizio Giovenale (1918-2006), urbanista, scrittore, ambientalista. Tra i fondatori della Lega per l’Ambiente e firma storica de La Nuova Ecologia.
Alexander Langer (1946-1995), tra i fondatori del partito dei Verdi, è stato promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani, contro la manipolazione genetica e per la difesa dell’ambiente.
Massimo Serafini, tra i fondatori del quotidiano il manifesto. Deputato dal 1983 al 1992 per il PCI, è stato tra i presentatori delle principali proposte di legge sui temi ambientali. Tra i promotori del referendum antinucleare del 1987, è membro dell’assemblea nazionale degli eletti di Legambiente.
Roberto Della Seta, è stato presidente nazionale dal 2003 al 2007. Parlamentare per il PD nella XVI Legislatura
Francesco Ferrante, direttore generale dal 1995 al 2007, eletto Senatore nel 2006 per la Margherita, è stato capogruppo dell’Ulivo in Commissione Ambiente al Senato durante la XV Legislatura e poi ancora membro del senato nella XVI Legislatura per il PD.
Maurizio Sacconi, attuale senatore del Nuovo Centrodestra ed ex ministro e sottosegretario nei governi Berlusconi ed ex deputato socialista, fu presidente dell’associazione tra l’81 e l’84.