I costi di esercizio del minimetrò dentro l’azienda unica regionale dei trasporti così come chiesto a gran voce in più occasioni dal Comune di Perugia, il bacino unico, la ridefinizione dei criteri per i servizi minimi garantiti e il biglietto unico regionale. Questi alcuni dei punti salienti della legge regionale sui trasporti approvata giovedì mattina dal consiglio regionale con 19 voti a favore, quelli della maggioranza, e le nove astensioni dell’opposizione. Un pacchetto di norme che faranno da base al nuovo Piano dei trasporti e di bacino. La legge è stata inserita nell’ordine del giorno dei lavori del consiglio giovedì mattina dopo una votazione in aula. Decisivi i voti del Pdl che ha permesso la discussione, voti senza i quali non si sarebbe potuta raggiungere la maggioranza dei due terzi necessaria.
La legge La legge mira sostanzialmente e concretamente a rendere più integrate le procedure tra gli enti che sono chiamati a programmare ed amministrare i servizi pubblici di trasporto, che dovranno essere collegati ed opportunamente posti in coincidenza, avvantaggiando il sistema definito per il trasporto di massa. Rilievo viene poi riservato all’integrazione tra tutte le modalità di trasporto, prediligendo l’uso dei servizi ferroviari per gli spostamenti caratterizzati da medio-lunghe distanze. I servizi su gomma interferenti con quelli ferroviari non verranno consentiti. Qualora poi l’utenza media servita in via ordinaria, monitorata per un significativo periodo, risulti inferiore ai trenta passeggeri, il servizio con autobus può essere preferito rispetto al treno. Il Piano di bacino diventa lo strumento per la programmazione, la pianificazione e l’organizzazione dei servizi di trasporto pubblico, da predisporsi in collaborazione tra Regione, Province e Anci, in sinergia attraverso la sottoscrizione di uno o più accordi di programma. La Regione finanzierà i servizi minimi inseriti nel piano urbano della mobilità e in quello del traffico, se saranno coerenti col piano di bacino. I comuni sopra i 12 mila abitanti dovranno predisporre il piano dei servizi minimi urbani, che possono rientrare nel finanziamento del fondo regionale trasporti.
Rometti: percorso coerente Con la nuova legge i comuni diventano stazioni appaltanti per le procedure concorsuali dei servizi, mentre vengono regolati anche gli stipendi degli amministatori delle società di trasporto in modo che le indennità non superino,come compensi lordi per il presidente e gli amministratori, l’80 per cento dell’indennità di carica dei consiglieri regionali e il 50 per cento. «Nel settore del trasporto pubblico locale l’Umbria è all’avanguardia rispetto ad altre Regioni» secondo qunto detto in aula dall’assessore regionale ai Trasporti, Silvano Rometti, durante il dibattito in aula. «Siamo da sempre coscienti che la riorganizzazione e la razionalizzazione della mobilità regionale non si esaurisce con la creazione dell’azienda unica regionale – ha detto Rometti -. La Regione sta seguendo un percorso assolutamente coerente, legato agli obiettivi fondamentali che ci eravamo insieme alle altre istituzioni umbre. Il primo è quello di una pianificazione su base regionale, che è il presupposto per utilizzare meglio i vettori a nostra disposizione e metterli quindi in sinergia fra loro. L’unica possibilità di far vivere la Ferrovia Centrale Umbra è dentro un’impostazione unitaria della pianificazione dei servizi. Le risorse di cui disponiamo per la Fcu (12 milioni da trasferimenti statali) vanno utilizzate al meglio come previsto in questa riprogrammazione legata ad una logica integrata».
Le relazioni Nella sua relazione il relatore di maggioranza, Paolo Brutti, ha spiegato come «vada promosso un processo di integrazione tra le varie modalità di trasporto pubblico locale – ha detto – in modo da fornire maggiore servizio in termini di frequenza delle corse con l’utilizzazione di un unico titolo di viaggio. Tra le modalità da integrare viene introdotta dalla legge quella dei sistemi di trasporto in sede fissa a trazione su fune, le scale mobili, i tappeti scorrevoli, gli ascensori. A questo proposito la legge stabilisce che queste modalità debbano avere particolare rilevanza sulla mobilità urbana e riducano quindi l’uso degli altri siatemi di mobilità. La legge si propone di assicurare il monitoraggio della mobilità regionale, coordinando, attraverso l’Osservatorio di nuova istituzione, i flussi di informazione sull’offerta e sulla domanda». «Anche oggi – ha detto invece il relatore di minoranza Raffaele Nevi, che ha espresso anche perplessità cul capitolo minimetrò, motivo dell’astensione – abbiamo dimostrato la nostra responsabilità permettendo a quest’aula, con il nostro voto, di poter trattare e votare questa importantissima legge che doveva vedere la luce, stando anche agli impegni della maggioranza, da oltre due anni. La nostra convinzione è che le riforme vadano accelerate. Ma la vera partita, nell’ambito del trasporto locale, è rappresentata dal prossimo Piano dei trasporti e da quello di bacino, passaggi necessari per dare vita alle gare di affidamento dei servizi entro il 2012.

