di Daniele Bovi
Una nuova sede e un nuovo sito, meno personale amministrativo, più ricercatori e l’obiettivo di diventare «un hub per tutto il sistema Umbria». Mercoledì a Palazzo Donini con una videoconferenza stampa sono state presentate le novità relative all’Agenzia Umbria ricerche, guidata dal professor Alessandro Campi che è stato confermato commissario straordinario almeno fino al 30 giugno. La presidente della Regione Donatella Tesei, che ha prorogato anche il commissariamento dell’Isuc, ha parlato di «una nuova stagione che vedrà rafforzato il ruolo di Aur come istituto di ricerca e analisi a supporto delle azioni di governo della Regione e come punto di riferimento per tutta la comunità regionale, attraverso un riassetto gestionale e una ridefinizione strategica delle attività cui si accompagnerà la riforma della legge regionale con cui è stata istituita, così da rendere Aur più forte, indipendente e centrale nel panorama umbro».
«L’UMBRIA CHE VERRÀ»: L’ULTIMO NUMERO DEL SEMESTRALE
Numeri e ricerca Secondo i dati forniti dalla presidente in tutto l’Agenzia costa 752 mila euro, dei quali 622 mila per il personale composto da 14 unità, delle quali però solo cinque sono ricercatori. Nel 2021 la spesa complessiva ammonterà a 500 mila euro: parte del personale amministrativo sarà infatti ricollocato all’interno della Regione e alla voce risparmi ci sono i 70 mila euro di affitto che l’Aur non pagherà più; a breve infatti l’Agenzia si trasferirà a Villa Umbra, a Pila, sede della Scuola di amministrazione pubblica. «Una mossa – ha spiegato Campi – dettata non solo da esigenze contabili: a Villa Umbra, grazie alla vicinanza con la Scuola, potrà nascere un polo per la formazione e la ricerca che diventerà una delle eccellenze della regione». Per rafforzare il ‘core business’ di Aur in programma c’è anche un aumento del numero dei ricercatori, magari grazie ad accordi con l’Università per alcuni assegni di ricerca.
IL NUOVO SITO DELL’AGENZIA UMBRIA RICERCHE
Rilancio Più in generale Campi ha parlato della necessità di un «rilancio strategico», con l’obiettivo di fare dell’Agenzia «un ‘hub’ per tutte le energie di cui dispone l’Umbria. Per questo ci proponiamo come partner di organizzazioni di categoria e fondazioni bancarie, con un rapporto sempre più stretto con il decisore politico ma anche con tutte le realtà pubbliche e private che operano in Umbria». Un ruolo in questo contesto lo avrà anche Aur&S, la rivista semestrale il cui ultimo numero, dedicato a «L’Umbria che verrà», è stato pubblicato nei giorni scorsi. Una rivista che «dovrà diventare una tribuna di dibattito, attraverso un contributo di idee da parte della società umbra nel suo complesso». Da mercoledì poi è online il nuovo sito dell’Agenzia, rivisto nella parte grafica e, soprattutto, contenutistica grazie alla messa a disposizione del patrimonio di ricerche svolte nel corso dei decenni: «Una biblioteca virtuale – è stato detto mercoledì – fruibile da tutti».
Umbria più attrattiva In questo 2020 segnato dalla pandemia l’Agenzia non ha potuto dare vita al consueto rapporto annuale; a disposizione, però, c’è il documento dedicato all’«impatto economico del coronavirus sull’economia dell’Umbria», contenente anche alcune idee per provare a invertire il trend negativo che caratterizza l’Umbria su vari fronti: «Uno dei problemi maggiori – ha detto Campi – è quello di farla diventare attrattiva, un posto non solo dove passare una pensione dorata o alcuni giorni di vacanza, bensì dove è conveniente anche investire e studiare». Crescita digitale, sostenibilità, offerta turistica integrata e non frammentata, sviluppo del capitale umano e politiche a favore dei giovani sono alcuni dei fronti sui quali lavorare per centrare l’obiettivo.
Twitter @DanieleBovi
