Assisi vista dal satellite

Assisi sprofonda come Venezia? L’allarme viene dai satelliti dell’Esa, citati dal Corriere dell’Umbria. Ma il sindaco Claudio Ricci rassicura: «Nessun pericolo».

L’allarme dell’Esa Secondo quanto riferito dal quotidiano, l’Agenzia spaziale europea rivela un fenomeno finora ignoto: Assisi «scende» di 7,5 millimetri l’anno. La scoperta è stata fatta comparando le foto scattate dai satelliti. L’attenzione degli scienziati è casualmente caduta su Assisi per la fama che riveste la città, patrimonio mondiale dell’umanità.

Ricci: nessun pericolo «Abbiamo appreso, riportato da un quotidiano umbro, che attraverso uno studio condotto con i satelliti (dall’Agenzia spaziale europea) sarebbero stati rilevati movimenti millimetrici annuali in Assisi. Ovviamente, non esiste alcun tipo di rischio». E’ quanto afferma il sindaco della città, Claudio Ricci, in una nota. «Non esiste alcun tipo di riscontro fisico o segnalazione – afferma Ricci – rilevati su edifici e beni culturali peraltro tutti restaurati e consolidati (oltre 3.000 sono gli interventi di restauro, infrastrutture e riqualificazioni urbane realizzate in questi anni, dal sisma del 1997). Probabilmente – prosegue Ricci – immaginiamo si tratti, ma le informazioni derivanti da questo studio sono da tutte da acquisire, dei normali movimenti geologici che la crosta terrestre fa registrare, da epoche millenarie, in gran parte della terra».

Chieste informazioni Il sindaco di Assisi, auspicando che l’Agenzia spaziale europea comunichi ai soggetti istituzionali preposti i risultati della ricerca, ha dato mandato affinché siano chieste eventuali informazioni (se esistono e sono scientificamente provate) alla Protezione civile nazionale e alla Presidenza del Consiglio dei ministri. «Ripetiamo – sottolinea – che ad oggi nessuna segnalazione fisica nei luoghi è stata rilevata in edifici o percepita dalle persone. Ad Assisi sono due i movimenti franosi noti da anni: la Frana di Tor Giovannetto che aveva bloccato una strada oggi riaperta (dopo la realizzazione di opere di messa in sicurezza e con la realizzazione di un muro in terra armata di protezione) e la Frana Ivancich, per la quale la prima parte dei lavori di consolidamento è conclusa, mentre sta subendo ritardi la seconda parte, per una controversia fra impresa e provveditorato Opere pubbliche».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.