Arriva la risposta dell’Ast alle parole di Stefano Bandecchi: «Nessuno, e dunque neppure Arvedi AST, in buona fede può assumersi la responsabilità di firmare un accordo che non contenga la soluzione, contingente e strutturale, del costo dell’energia, poiché comprometterebbe la competitività, lo sviluppo, il rilancio dell’azienda ed il futuro dei posti di lavoro» ha dichiarato con una nota Dimitri Menecali.

Confermato l’impasse burocratico Nei giorni scorsi le sigle sindacali ternane di Fim, Fiom, Uilm Fismic e Ugl avevano iniziato a fare pressioni per sapere se effettivamente esistesse un documento ufficiale sull’Accordo di Programma, la cui firma si rincorre da ormai tre anni senza mai concludersi. Le avvisaglie, dunque, che Arvedi avesse vincolato la firma dell’Accordo di Programma all’energia, c’erano, come aveva intuito il consigliere comunale di FdI Roberto Pastura e come avevano fiutato anche i sindacati. Inevitabile lo stato di agitazione, tantopiù che ora c’è l’ufficialità dell’azienda.

Le dichiarazioni delle istituzioni L’assessore regionale De Rebotti aveva già dichiarato che non c’era alcun testo dell’Accordo di Programma presente sul tavolo della Regione.  Nella mattinata del 7 febbraio, il sindaco di Terni ha dichiarato a Umbria24 che la questione dell’energia deve essere considerata a latere, visto che il problema è di tutta Italia. Il sindaco ha ricordato che l’accordo venne proposto da Arvedi stesso, il quale dovrebbe sbrigarsi a firmare «altrimenti Terni potrebbe avere gravi disordini sociali con ripercussioni nazionali».

Articolo in aggiornamento

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