La sorgente della Lupa

Lo ‘sversamento’ della fognatura che dal paese di Polino scende fino al depuratore di Arrone, passando per il fosso della sorgente della Lupa, provoca un violento attacco, da parte della lista civica ‘Aria pulita’, al Comune di Arrone e alla Sii.

«Acqua non potabile» L’acqua della sorgente, che serve l’acquedotto pubblico del paese di Arrone e parte di Terni, secondo loro, «non è più potabile». Il problema, attacca Matteo Bartolini, che era candidato a sindaco per  ‘Aria pulita’ e che è stato sconfitto da Loreto Fioretti, «veniva presentato come di piccola entità. Siamo andati così a verificare cosa effettivamente era successo. Abbiamo trovato già iniziati i lavori di riparazione della fognatura. Lo sversamento non è stato per niente poca cosa e molto probabilmente non erano pochi giorni che la rottura era presente, visto la quantità di percolato presente e il fortissimo odore».

Le ipotesi La distanza tra la rottura della fogna e la sorgente, dice ‘Aria pulita’, «è all’incirca di 500 metri, quindi per inquinare la sorgente la fuoriuscita di liquame è stata prolungata nel tempo e abbastanza copiosa. La prima conclusione è che non è certo per poco tempo che gli abitanti di Arrone e parte di Terni si sono bevuti acqua inquinata da batteri fecali. Nessuno sa dire con certezza quanto ma non si tratta di pochi giorni.

Le analisi Non essendo chiare le dichiarazioni da parte del Sii, è la denuncia, «abbiamo fatto analizzare l’acqua della sorgente da un laboratorio di analisi certificato. Risultato: l’acqua risulta essere inquinata da batteri fecali». Mentre «nel comunicato stampa diffuso dal Sii si legge che “non c’è mai stata diffusione di acqua non potabile nelle abitazioni del territorio comunale di Arrone».

Il Comune Il vice sindaco «quale responsabile della salute pubblica in assenza del sindaco, ha reagito, a nostro avviso, sottovalutando notevolmente l’importanza dell’evento, limitandosi all’affissione dell’ordinanza di non potabilità dell’acqua per usi domestici ed alimentari, vicino a pochi esercizi pubblici. A quanto riferito da alcuni cittadini, ci sono stati casi di persone che hanno saputo dell’ordinanza il giorno successivo e alcune zone interessate non sono state nemmeno avvisate. Inoltre l’acqua è continuata a sgorgare nei rubinetti delle case, senza che nessuno, per principio precauzionale, abbia ritenuto necessaria l’interruzione della fornitura di acqua».

«Malagestione» Secondo ‘Aria pulita’, «il grave inquinamento della sorgente della Lupa e il rischio incorso dai cittadini è frutto di una malagestione del sistema di approvvigionamento idrico e del territorio. Nessun ente preposto è stato in grado di prevenire tale disastro. Il fosso di Polino versa in condizioni di completo abbandono, non viene bonificato da anni. Il Consorzio di bonifica ‘Tevere-Nera’ che fa? Chi ci assicura che nel percorso della fogna non ci siano altri sversamenti, visto che è impossibile ispezionare il fosso, coperto da fitta vegetazione? Questo disastro ambientale, perché di ambiente si parla, ci deve far riflettere sulla necessità di un cambiamento nella gestione del territorio, delle risorse idriche e dei beni comuni in generale».

La replica La Sii «smentisce voci allarmistiche e infondate. Sin da subito i tecnici hanno eseguito prelievi su campioni d’acqua lungo la rete di distribuzione per scongiurare il rischio di infiltrazione di sostanze inquinanti. Si conferma quanto già dichiarato ufficialmente nei giorni scorsi e cioè che nella rete di distribuzione non vi sono state e non vi sono sostanze dannose alla salute umana. I risultati delle analisi hanno infatti smentito la presenza di agenti patogeni e batteri. Si sottolinea inoltre che le analisi effettuate dalla Sii sono le uniche ufficiali, altre indagini private non hanno caratteristiche tali da poter sostituire quelle che per legge la Sii è tenuta a svolgere. Tale precisazione è doverosa per rassicurare ancora una volta i cittadini e scongiurare il rischio di strumentalizzazioni a fini politici o di qualsiasi altra natura che possano ingenerare, senza ragionevoli motivazioni, sospetti e insicurezze nella popolazione».

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