di Massimo Colonna
Sala del consiglio comunale di Terni gremita per la convocazione congiunta Terni-Narni per discutere di Area di crisi complessa. Al tavolo anche la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini. Presenti il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, il primo cittadino di Narni Francesco De Rebotti e gli esponenti dei due consigli.
L’indirizzo Secondo quanto stabilito, a prendere la parola sarà un rappresentante per ogni partito dei due consigli. Poi si arriverà alla stesura di un atto di indirizzo da inviare alla giunta regionale.
Gli interventi In scaletta anche esponenti del mondo del lavoro e dei sindacati. In aula è presente anche una delegazione di lavoratori della K4Up, call center ternano che in questi giorni sta manifestando per avere maggiore chiarezza in merito al proprio futuro occupazionale.
20:33 Sei astenuti (4 di Terni e 2 di Narni), un contrario (Cecconi, Fdi-An Terni), tutti gli altri dei due consigli favorevoli. L’atto passa su entrambi i consigli.
20:10 Termina la riunione. L’atto di indirizzo impegna i due sindaci ad attivarsi presso la Regione per presentare l’istanza. Si va alle intenzioni di voto. Il M5s si astiene perchè «non c’è chiarezza nelle parole della Marini». Si astiene anche I Love Terni «perchè l’atto non ci è stato presentato in tempo utile e perché oggi è stata presentata una visione troppo edulcorata della realtà». Tutti per Narni si astiene. Sel Narni vota a favore.
19:55 L’assemblea si ferma dieci minuti per la riunione dei capigruppo, più i due sindaci.
19:18 Conclusi gli interventi dei consiglieri. Parla la Marini: «Il confronto di oggi è importante, è una tappa di inizio di un lavoro. Non siamo in presenza della strumentazione classica che abbiamo conosciuto finora. Ad oggi questo strumento riguarda tre città, Piombino, Porto Marghera e Trieste. Siamo in presenza di una valutazione diversa da quelle classiche. Condivido alcune riflessioni fatte oggi: questa non è una opportunità, non è un mucchio di risorse a cui attingere. Sono uno strumento aggiuntivo che riguarda specifici territori che, oltre ad avere un periodo lungo di recessione economica e perdita occupazionale, sono state caratterizzate da una presenza industriale che ne ha plasmato il territorio a tal punto che gli strumenti ordinari non bastano più. I contratti d’area o i patti di territori erano strumenti generalizzati dell’economia. Qui parliamo di altro. La gestione della crisi complessa non è dirigista, ma ha bisogno di una partenza dal basso. Il cuore vero, dal momento che si apre la procedura, è dato dalla capacità di costruire un progetto di sviluppo. Questo lo possiamo fare se mettiamo insieme i soggetti attivi. Nel piano stiamo studiando di inserire, oltre a Terni e Narni, anche San Gemini e Stroncone, per cui dobbiamo prima valutare le caratteristiche. La prima tappa è l’istanza della Regione. Per farla la Regione aveva bisogno di momenti come questi. Il confronto con il governo dobbiamo farlo con la condivisione di un percorso territoriale che ha bisogno di diversi protagonisti. Lo strumento non deve essere pensato come un ammortizzatore sociale, ma deve avere un’idea al centro dello sviluppo. Questa è una sfida molto alta. Dobbiamo fare uno sforzo di visione e di prospetto. L’accordo di programma tra le parti è il punto finale della prima fase. La Regione ha già chiesto per Terni e Narni l’inserimento nella carta degli aiuti a finalità, sia per grandi che per piccole imprese. Questo è un piano strategico, che noi vogliamo e speriamo di guidare ancora».
19:05 Thomas De Luca (Terni, M5s): «L’intervento del sindaco Di Girolamo mi è sembrato uno spot. Ragioniamo su quello che è successo su altri territori, come Piombino e Porto Marghera. Non entriamo in una logica assistenzialista, ragioniamo su piattaforme su cui le aziende si possono muovere. Non dobbiamo cacciare le multinazionali, ma dobbiamo creare un territorio favorevole al loro insediamento, nel pieno rispetto delle regole. Oggi si dicono tutti ambientalisti, ma nell’accordo firmato con Ast non c’è una riga riguardo all’ambiente. Non possiamo prescindere da tre direttrici: la compartecipazione, la trasparenza e merito».
19:03 Interruzione imprevista del consiglio: gli agenti della municipale devono accompagnare fuori un uomo che all’improvviso ha iniziato ad urlare contro i politici.
18:53 Marco Cecconi (Terni, FdI-An): «Vorrei porre alcuni interrogativi: c’è stato un confronto con il governo in merito alla possibilità di aprire l’area di crisi complessa, come richiesto dalla giunta regionale stessa? Le vicende della Thyssen sono legate inevitabilmente alla richiesta di area di crisi complessa. Per la Thyssen, chiedo, siamo in presenza di una situazione grave, condizione necessaria per chiedere l’Acc, o il piano presentato è migliorato? Dopo l’accordo di Roma si può ancora chiedere l’Acc? Perchè se sì, l’accordo di Roma è stato un fallimento. Le risorse che si chiederanno eventualmente al ministero, in cosa verranno investite? E’ stato pianificato un percorso condiviso dalle altre parti sociali?».
18:40 Andrea Cavicchioli (Terni, Pd): «Intervengo sia a nome del gruppo Pd di Terni che di quello di Narni. E’ una scelta politica, non solo organizzativa. Non credo che esista un’alternativa a una comune visione, a politiche condivise. E’ un fatto naturale, assodato. Siamo tutti d’accordo su questo strumento. Non è una cosa scontata. Abbiamo una comunità unita rispetto a questo obiettivo. Questo tipo di approccio è fondamentale per far crescere il territorio».
18:31 Federico Novelli (Narni, Psi): «Ogni giorno è un bollettino di guerra occupazionale su questo territorio. L’area di crisi complessa è un aspetto da tempo presentato alla Regione. Ora siamo arrivati a questo punto dopo sette mesi dall’ultimo passaggio in consiglio regionale».
18:19 Sergio Bruschini (Narni, Forza Italia): «Nella battaglia di Lepanto (raffigurata negli affreschi di palazzo Spada,ndr) vide le truppe ottomane in numero molto maggiore rispetto a quelle cristiane. Ma i cristiani vinsero per l’unione dei diversi ducati che prima erano divisi, per le imbarcazioni veloci e per i generali che si inventarono un metodo diverso di affrontare la situazione. E’ un’allegoria efficace di questa situazione: serve unione, metodi nuovi e classe dirigente decisa».
18:13 Paolo Crescimbeni (Terni, Gruppo misto): «Dall’intervento delle associazioni apprendo che tutte hanno chiesto maggiori sinergie con le istituzioni. Questo è già un dato di fatto. Piombino e Porto Marghera, gli unici due casi di area di crisi complessa nazionale attualmente attivi (c’è anche Trieste, ndr), hanno contesti molto differenti da quello ternano. L’80% delle nostre industrie dipendono da multinazionali. A questo punto serve la buona politica, quella che finora è mancata».
18:00 Luciano Novelli (Narni, Sinistra per Narni): «Finalmente una occasione importante per fare il punto sulla drammatica situazione occupazionale. La politica deve dare risposte alle esigenze dei lavoratori, perchè altrimenti la gente non va a votare, come sta accadendo ora. La politica deve riprendersi la programmazione dei territori».
17:42 Daniele Santirosi (Narni, Sel): «Il cuore pulsante dell’industria ternano e narnese è sul territorio. L’industria deve essere al servizio del territorio. Bisogna partire dalla questione ambientale, anche per Ast. Solo così si potrà tornare a ragionare su nuovi posti di lavoro in un’ottica diversa. Non possiamo trascendere dal trasporto su rotaia».
17:30 Inizio degli interventi dei consiglieri comunali. Enrico Melasecche (Terni, ILT). «Questo momento l’ha voluto il consiglio comunale di Terni. Dal settembre scorso la giunta regionale è stata sollecitata sulla situazione attuale. Sono passati quasi sette mesi da quel giorno, ora siamo qui e qualcuno parla di iniziare un percorso. Ma nel frattempo di tempo ne è passato. Inoltre gli interventi della Regione su Terni, come Bic, compendio Bosco, Isrim, non hanno avuto successo. Questo significa che l’economia corre e qui sembra che la politica non se ne accorga. Qui serve una rivoluzione culturale».
17:13 Sergio Cardinali, rappresentante nazionale Chimica: «Serve una industrializzazione al contrario, con l’industria al servizio dell’ambiente. Il contrario di quanto era anni fa. Oggi la Bayern di Nera Montoro ha deciso di chiudere lo stabilimento tedesco per rafforzare quello umbro. Spero che l’Area di crisi complessa serva per tornare in possesso delle aree ex Basell, altrimenti per la chimica non c’è futuro».
17:10 Qualora le elezioni regionali fossero fissate il 10 maggio (ancora si parla solo di ipotesi, l’altra è il 30 maggio) il consiglio regionale resterà attivo fino al 27 marzo. Sarebbe quello l’ultimo giorno di lavoro per palazzo Cesaroni. Quindi, eventuali richieste al ministero per l’Area di crisi complessa (che può formalizzare solo la Regione) potrebbero dover avvenire entro il 27 marzo prossimo. O altrimenti dopo la creazione delle nuova giunta.
17:03 Alessandro Rampiconi, Cgil: «La deflazione in Umbria è il doppio rispetto alla media nazionale. Il problema è come creare nuova occupazione dove c’è una profonda crisi. Capiamo quali sono gli strumenti possibili, partendo da un’analisi del tessuto sociale ed economico del territorio. Dobbiamo capire se la vocazione industriale di questi territori rimane tale o cambia. Per noi deve rimanere tale, attraverso la salvaguardia dell’ambiente».
17:01 Daniele Francescangeli, Ugl: «L’area di crisi complessa a Piombino non ha portato grossi benefici per quanto riguarda i lavoratori, in particolare per l’indotto. Per questo bisogna valutare bene. Per questo parliamo di sano scetticismo».
16:57 Celestino Tasso, Cisl: «Sì all’area di crisi complessa solo se porta vantaggi al territorio e prevede un percorso condiviso. No, se è solo una pioggia di fondi che poi non risolvono il territorio. Io spero che da oggi si chiuda la fase delle parole e si passi ai fatti. Credo che a questo tavolo debba sedersi anche il mondo del credito bancario».
16:56 Terminati gli interventi di associazioni e parti datoriali. Ora tocca ai sindacati. Il primo è Celestino Tasso della Cisl.
16:50 Massimo Manni, Coldiretti: «Qualsiasi strumento può essere preso in considerazione deve essere tenuto presente per rilanciare il territorio. Poi bisogna capire quali opportunità concedono questi strumenti individuati».
16:47 Michele Medori, Confartigianato: «La disoccupazione giovanile ha raggiunto il 54%, triplicata negli ultimi tre anni. Tutti insieme, istituzioni e parti datoriali e sociali, lavorino insieme per rilanciare il nostro territorio. E’ importante fare rete, creare sinergie».
16:39 In aula anche una delegazione del comitato per la difesa degli invalidi, con uno striscione con su scritto: «Invalidi: i problemi restano».
16:30 Il decreto del 24 marzo 2010, nella dicitura sui «criteri di individuazione dell’area di crisi complessa» definisce: «Sono situazioni di crisi industriale complessa quelle che non risultano risolvibili in via ordinaria con gli strumenti e le risorse di competenza regionale e che: coinvolgono una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto; che riguardano aree o distretti fortemente specializzati in un settore produttivo che manifesta una crisi prodotta dalla domanda internazionale; che coinvolgono le imprese di una filiera produttiva localizzata in due o più regioni».
16:24 Riccardo Ruggeri, Confimpresa: «In questo contesto internazionale spesso ci troviamo a lavorare su aspetti che viaggiano al di sopra anche delle istituzioni, per questo spesso non è facile trovare una soluzione».
16:10 Gustavo Brascugli, Federmanager: «Situazione complicata anche per il settore energetico. La storia di Eon è emblematica. Oggi ha messo in vendita i propri asset ricadenti sul territorio ternano. Sta preparando il terreno per una vendita spacchettata di tali asset. Il 22 gennaio il capogruppo Pd in commissione attività produttive Gianluca Benamati, ha presentato una interrogazione al Mise su processo di vendita degli assets di E.On. L’esponente Pd chiede quale sia l’orientamento in merito del ministro, quali le prospettive industriali e occupazionali degli impianti venduti e di quelli in trattativa e se non ritenga opportuno istituire un tavolo interministeriale di confronto tra vertici EON, organizzazioni sindacali ed enti locali, onde salvaguardare lo sviluppo e l’occupazione dei territori interessati. Non ci risulta al momento che ci sia stata una risposta».
16:01 Intervento di Antonio Anulli, Confindustria: «Il problema industriale è di grande portata, soprattutto per il manifatturiero. Dobbiamo ricreare le condizioni per iniziare a fare impresa. E’ questa la sfida. Sia il pubblico che il privato oggi cercano soluzioni condivise, questo è essenziale. Resta il problema di trovare soluzioni. Terni e Narni vivono ombre, ma anche luci: come l’Alcantara, ma anche piccole e medie imprese. E’ difficile oggi inventarsi cose nuove, ma è possibile che questo territorio ritrovi la capacità di progettare un futuro importante».
15:49 L’intervento del sindaco De Rebotti: «Argomento che riguarda tutta la popolazione. A Narni abbiamo fatto una parte del lavoro, con la Sgl per esempio. Ora il lavoro si fa duro, dopo il passaggio di proprietà. Dobbiamo guardare ad un contesto industriale storico che ha bisogno di essere reinserito nel nuovo contesto industriale nazionale e internazionale. Per esempio per la salvaguardia dell’ambiente».
15:45 L’intervento del sindaco Di Girolamo: «Siamo di fronte ad un’occasione importante per fare il punto sui due territori. Terni e Narni a livello regionale si stanno muovendo non solo a livello lavorativo, ma anche per l’agenda digitale. Noi vogliamo la creazione di un vero e proprio distretto industriale innovativo per il nostro territorio. Pensiamo ci siano le caratteristiche per la richiesta di Area di crisi complessa».
Ore 15:40 E’ arrivata la governatrice Catiuscia Marini
