di M. To.
Ad Amelia il ‘caro estinto’ è caro sul serio. A denunciarlo sono i rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle, che hanno fatto i conti.
La delibera Nel 2009, «con una deliberazione del consiglio comunale – dicono – si è stabilito di procedere all’esternalizzazione (privatizzazione) dei servizi cimiteriali del comune di Amelia», alla quale ha fatto seguito una gara di appalto «che ha visto vincitrice la Ditta Mizzella S.r.l. e tutte le operazioni cimiteriali sono state affidate per un periodo di sette anni alla ditta in questione».
I costi Il problema, denunciano i ‘grillini’ è che il tutto provoca, per i cittadini, «un costo esoso e sproporzionato, se paragonato alle tariffe applicate nei comuni vicini». E per dimostrarlo citano anche i numeri: «La tumulazione in loculo, ad Amelia, costa 280 euro, contro i 181 di Terni, i 150 di Guardea e i 95 di Narni». Il trasferimento da un loculo ad un altro «Ad Amelia costa 560 euro, mentre a Guardea costa 314, a Terni 306 e a Narni 160». La estumulazione, infine, «Costa 490 euro ad Amelia, 423 a Guardea, 245 a Terni e 160 a Narni».
I disagi Ad Amelia, insomma «per lo stesso servizio si paga fino al 100% in più di Terni, al 250 % in più di Narni e fino all’86 % in più di Guardea. Situazione ancora più iniqua – è la denuncia del M5S – se sommata al fatto che ormai da alcuni anni non sono più disponibili aree per la costruzione di nuovi loculi o tombe all’interno del cimitero comunale di Amelia, costringendo molte famiglie a sepolture temporanee di emergenza, che poi dovranno essere trasferite con un’ulteriore gravosa spesa».
Le domande Perché, chiedono i ‘grillini’, «si è scelto di affidare in appalto esclusivo non solo il servizio di manutenzione, custodia e sorveglianza, com’è avvenuto in altri Comuni, ma anche i servizi individuali, che potevano essere svolti in regime di libero mercato? E su quali basi sono stati determinati i prezzi di tali servizi, visto che la stessa ditta, a Guardea, pratica tariffe più basse?».
La durata Ma il M5S pone anche un interrogativo rispetto alla durata dell’appalto, «visto l’aggravio di spesa che devono sostenere i cittadini, visto il notevole giro di affari, nel periodo considerato, quantificabile nella più prudente delle ipotesi in circa 700 mila euro».
