La classe di una scuola (foto archivio)

Potrebbe finire sul tavolo del Tar l’appalto per l’assistenza scolastica agli alunni con disabilità del Comune di Perugia; bando del quale si sta discutendo da diverse settimane. A parlarne in una nota sono Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fpl di Perugia e dell’Umbria che, dopo aver ricordato come il servizio sia andato in gara proprio nel bel mezzo dell’anno scolastico, sottolineano che «molte delle responsabilità di questa incresciosa situazione siano in capo al Comune di Perugia il quale, dopo aver prodotto un bando di gara sul quale già si preannunciano ricorsi al Tar, non ha sentito la necessità di ascoltare per tempo le sigle sindacali che da subito avevano compreso le difficoltà». Un incontro tra il vicesindaco Gianluca Tuteri e i rappresentanti dei lavoratori si è tenuto nei giorni scorsi e, in quella sede, Tuteri ha assicurato che non ci saranno problemi per gli utenti.

MANCA LA METÀ DEGLI OPERATORI PER GLI ALUNNI DISABILI

Doppio rapporto Le difficoltà di cui parlano i sindacati sono legate al fatto che la gran parte delle educatrici e degli educatori, lavorando a tempo pieno con le cooperative Polis e Borgo Rete, completava l’orario lavorativo con altri servizi non andati in appalto e, per poter garantire la continuità assistenziale agli studenti, necessitava di essere autorizzata a lavorare per due diverse cooperative, quella nuova nel settore scolastico e le due precedenti negli altri settori. «Dopo una lunga trattativa sindacale – spiegano Cgil, Cisl e Uil – che si è conclusa con un accordo con la Cooperativa Aldia, la quale non ha posto problemi al doppio rapporto, le cooperative perugine hanno invece messo gli operatori di fronte alla necessità di scegliere: o restare, oppure andare con la nuova cooperativa. Tutto ciò ha determinato il fatto che attualmente 55 lavoratori hanno optato per il passaggio ad Aldia, mentre gli altri hanno accettato le offerte delle precedenti cooperative, le quali, a loro dire, sono riuscite a garantire il mantenimento del contratto di lavoro originario».

Continuità «Pertanto da oggi, 10 gennaio – insistono le tre sigle – alla ripresa delle lezioni, la metà dei ragazzi assistiti non ritroverà il proprio educatore, con il quale si era strutturato un percorso pedagogico, interrotto nel bel mezzo dell’anno scolastico e in piena pandemia. Allo stesso tempo avremo oltre 50 operatrici e operatori, che non si sa come manterranno il lavoro pieno con le cooperative perugine che hanno perso l’appalto e, dulcis in fundo, almeno 40 educatrici ed educatori da sostituire con nuovo personale». Ma anche per chi continuerà a operare nell’appalto – rimarcano Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fpl – ci saranno gravi difficoltà: «Infatti, chi prima lavorava 12 mesi all’anno ora ne lavorerà 9 (in quanto le scuole in estate sono chiuse e la cooperativa Aldia non ha altri servizi da svolgere), mentre chi ha scelto di rimanere con Polis e Borgo Rete non ha ben chiaro quali servizi andrà a svolgere e per quanto tempo».

Regole diverse Quello del Comune di Perugia non è l’unico appalto che preoccupa i sindacati, che chiedono «regole maggiormente stringenti, che portino all’assegnazione degli appalti tenendo conto della qualità, della sicurezza e della salvaguardia del lavoro in tutti i suoi molteplici aspetti economici e normativi. Regole che tutelerebbero le stesse cooperative sociali e di servizio, visto che il 90% dei loro costi è prodotto dalla manodopera. Considerando anche il fatto che sono più di tre anni che non viene convocato il tavolo regionale sulla cooperazione sociale, ci chiediamo come sia possibile gestire in modo sano questi processi e se ci sia una volontà politica di creare scompiglio, disinteressandosi delle sorti di più di seimila operatori sociali umbri». Oltre a ciò, i sindacati chiedono di istituire tavoli permanenti per la contrattazione di anticipo in fase di stipula dei capitolati di appalto pubblici.

Reinternalizzazione Da ultimo, Cgil, Cisl e Uil pongono quello che è probabilmente il tema chiave della vicenda, ossia la possibilità che questo tipo di servizio torni a essere svolto direttamente dai Comuni: «Forse – scrivono – pensare a una reinternalizzazione di tali servizi, come avvenuto in tutta Italia per gli assistenti scolastici, non sarebbe cosa sbagliata. Forse nella nostra piccola regione ci sarebbe modo di trovare il coraggio e buttare il cuore oltre l’ostacolo».

I consiglieri A intervenire sulla vicenda lunedì sono anche i gruppi consiliari di centrosinistra che, in una nota firmata insieme al segretario pd Tommaso Bori, parlano di «Una scelta inopportuna, ma soprattutto dannosa; un esito che suscita perplessità, e soprattutto che reca gravi danni agli studenti e alle studentesse con disabilità assistiti, alle loro famiglie, nonché alle tante lavoratrici e lavoratori del mondo della scuola». I consiglieri anche in questo caso criticano i tempi scelti dal Comune: «Tirare per la giacca gli operatori – che si sono sentiti in dovere di rispondere al sindaco Andrea Romizi con una lettera, in cui ricordano all’Amministrazione comunale di non essere ‘sacchi spostabili da un magazzino ad un altro, come se le cooperative fossero scatole vuote tutte uguali’ – nell’imbarazzante tentativo di convincerli a passare con la nuova cooperativa aggiudicataria del servizio, è qualcosa di davvero poco corretto e professionale».

Preoccupazioni «Con questa modalità di azione – prosegue la nota – il sindaco Romizi e il vice sindaco Tuteri dimostrano di essersi piegati a chissà quali logiche, nell’intento di smantellare chissà quali meccanismi, dimostrando di non voler mettere al centro e dare priorità ai bisogni dei soggetti più fragili. Ma questo loro agire come rulli compressori ha suscitato enormi preoccupazioni nella comunità locale e soprattutto nelle famiglie dei beneficiari del servizio, che hanno addirittura iniziato una raccolta firme per chiedere che non si impoverisca il patrimonio umano e professionale della nostra città».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.