Dormitorio per studenti senza casa in Cgil

di Elle Biscarini

Tende davanti alla Regione, studenti che dormono in auto, ora persino un dormitorio di fortuna alla Camera del lavoro. L’emergenza abitativa si fa ancora più opprimente. La Regione Umbria risponde agli studenti con lo stanziamento di fondi ad integrazione della borsa di studio e per la ricerca di alloggio presso b&b, alberghi e privati. Ma per le associazioni studentesche ancora non basta: «Servono interventi strutturali».

Tende in piazza La mancanza di alloggi Adisu per i borsisti ha sollevato non poche polemiche: tra errori del sistema informatico e collegi chiusi per ristrutturazione, l’Agenzia per il diritto allo studio quest’anno è in grave difficoltà a garantire i posti letto a tutti i beneficiari di borsa di studio. Addirittura, quasi 70 studenti delle magistrali dell’Università per stranieri erano stati completamente esclusi dalle graduatorie posto letto, nonostante beneficiari di borsa di studio, per un errore informatico in fase di immatricolazione. Per protestare, la Sinistra universitaria – Udu Perugia ha deciso di montare delle tende in piazza e di dormire in auto finché non sarebbero stati ricevuti da Adisu e Regione. Il giorno dopo la protesta, gli studenti sono stati ricevuti dalle istituzioni.

VIDEO – CAOS ALLOGGI ADISU: STUDENTI MONTANO TENDE IN PIAZZA

Fondi integrativi La Regione ha quindi dichiarato che stanzierà 600.000 euro per la ricerca di nuovi posti letto presso strutture alberghiere, ostelli, b&b e stabili di proprietà privata, da prendere in regime di locazione. Inoltre, la Regione stanzierà 750.000 euro per un’ulteriore integrazione fino a 1.500 euro della borsa di studio per gli studenti idonei non beneficiari, aiutare lo studente a pagare il canone d’affitto. L’incontro con le istituzioni ha prodotto anche la restituzione delle spese sostenute dagli studenti vittime di errori informatici, per quanto riguarda i pasti mensa: tutti coloro che hanno pagato somme per la mensa nonostante fossero beneficiari di borsa di studio, si vedranno rimborsate le spese. Infine, Adisu garantirà la riapertura degli uffici in presenza. Basta telefonate, dunque, i funzionari Adisu torneranno a ricevere gli studenti allo sportello in persona.

AGABITI: «SUBITO 1.500 EURO IN PIÙ PER L’AFFITTO»

Ancora non basta Ma Udu non è ancora soddisfatta: per quanto riguarda lo stanziamento di fondi per la ricerca dei posti letto presso i privati «non è stato indicato un termine temporale per il conseguimento dell’obiettivo, né se sarà possibile predisporre posti letto per tutti gli idonei, perciò permane ancora molta incertezza sulla risoluzione del problema» si legge in un post su Instagram. Inoltre, Udu chiede che il contributo integrativo fino a 1.500 euro per le borse di studio venga aperto anche «a chi si trova nelle medesime condizioni di disagio e dunque a tutti i fuorisede e i pendolari con disagio e che il tetto massimo di richiesta sia innalzato fino a 30.000 euro. Tuttavia su queste ultime richieste non ci sono state aperture da parte della Regione».

Mobilità notturna e osservatorio Per contrastare il caro affitti, gli studenti chiedono anche il rifinanziamento di ‘Gimo‘, progetto di mobilità notturna «grazie alla quale gli studenti potrebbero prendere una stanza in affitto anche in periferia, senza rinunciare alla vita serale e aggregativa che si svolge per lo più nel centro storico» secondo Udu. Altre richieste sono l’istituzione di un tavolo di crisi composto da Comune, Regione, università, Adisu e rappresentanti degli studenti e un osservatorio permanente cittadino e regionale «che monitori costantemente la quantità e la tipologia di locazioni per segnalare eventuali fattori di rischio o irregolarità». La Regione si è detta disponibile a partecipare al tavolo di crisi, ma a detta di Udu, non sembra aver dato risposte concrete per quanto riguarda l’osservatorio permanente e sarebbero state date «poche garanzie sulla fine dell’emergenza».

VIDEO – DORMITORIO IN CGIL PER STUDENTI IN DIFFICOLTÀ

Dormitorio in Cgil Nel frattempo, in attesa che le promesse delle istituzioni diventino realtà, la Camera del lavoro ha messo a disposizione degli studenti una sala conferenze, adibita a dormitorio di fortuna per tutti coloro che ne avessero bisogno. «Abbiamo allestito questa sala – dice Margherita Esposito, coordinatrice di Udu – come se fosse un campeggio, in maniera estremamente emergenziale, cercando di evitare che la gente dorma per strada e portandola dentro un posto che almeno sia chiuso, caldo e con un bagno. Siamo in continuo contatto con le istituzioni nell’attesa che la situazione si sblocchi. Questa è solo una soluzione tampone, non può e non deve essere definitiva». Preoccupati anche i vertici della Cgil: «Abbiamo dato supporto e quando abbiamo visto studenti dormire in macchina, abbiamo messo a disposizione la nostra sede – dice Simone Pampanelli, segretario della Cgil Perugia – Abbiamo mandato una lettera al prefetto, al questore, al sindaco chiedendo che sia risolta rapidamente questa situazione. Finché non lo sarà, le sedi della Cgil sono aperte per gli studenti. Non si può far finta di niente, l’amministrazione si prenda le sue responsabilità e risolva la situazione».

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