di Iv. Por.
«Come Umbria siamo pronti a collaborare con impegno istituzionale e con i nostri valori di solidarietà, ma ci opponiamo sia alle tendopoli sia ai campi di “detenzione” del tipo di quelli previsti in Puglia, a Manduria». Lo afferma la presidente della Regione, Catiuscia Marini, in vista della riunione che si terrà martedì prossimo, della Conferenza dei presidenti delle Regioni prima e successivamente della Cabina istituita presso il ministero dell’Interno, per la gestione dell’emergenza umanitaria connessa agli immigrati provenienti dai Paesi del Nord Africa.
No ai Cie Ricordando che «la Regione Umbria, così come le altre Regioni italiane e la rete delle Autonomie locali, ha offerto la propria disponibilità istituzionale a collaborare con il Governo per la gestione dell’accoglienza di cittadini stranieri provenienti dalle aree di crisi del nord Africa», Marini sottolinea che «l’Umbria, anche per le sue piccole dimensioni non ha mai ospitato nessuna struttura, quali ad esempio i “Cie” (centri di identificazione ed espulsione), per il contenimento costrittivo dei migranti e respinge ogni ipotesi che ciò possa avvenire anche in fase temporanea e in forma del tutto provvisoria».
Permesso di soggiorno temporaneo «Per tale motivo – spiega Marini – si è sempre ritenuto opportuno che, nella gestione dell’emergenza il Governo debba attivare le procedure per la concessione del “permesso di protezione temporanea” a questi cittadini, in modo tale che ogni Paese Ue sia tenuto a riconoscerlo consentendo anche un’accoglienza diffusa e responsabile, senza concentrazioni in alcune città o regioni ed evitando le tendopoli».
No ad uso caserme «Sarebbe pertanto grave – conclude – se prima della riunione di martedì il Governo, in maniera autonoma, individuasse siti pur rientranti nella propria disponibilità, quali ad esempio le caserme, attuando una sorta di piano alternativo con decisioni unilaterali che determinerebbero anche in Umbria, a livello locale, situazioni di tensione sociale e problematiche complesse».

