Le condizioni del lago a San Feliciano (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi 

Un lago Trasimeno a meno 130 centimetri sotto lo zero idrometrico in pieno inverno e con la prospettiva di perdere altre decine di centimetri in estate, pone molti problemi non solo all’ecosistema lacustre ma anche all’uomo, a chi sale su una barca per sport, per passione, per lavoro o semplicemente per spostarsi. Dai club velici alle cooperative di pescatori fino a chi trasporta passeggeri da o per le isole il grido di dolore è unanime: così, dicono, non si può davvero più andare avanti.

Pulizia Qualche buona notizia però c’è. La prossima settimana partirà la pulizia dei due porti a Panicarola e Castiglione del Lago. I lavori sono stati appaltati e le ditte lavoreranno per circa 70 giorni. In particolare non si tratta di un vero e proprio dragaggio: a Panicarola e Castiglione saranno impiegati escavatori e un mezzo nautico con lunghe braccia meccaniche. In questo modo, anche grazie al declassamento risalente all’anno scorso, quello che viene estratto viene classificato come terre da scavo, che saranno sistemate in alcuni terreni agricoli della zona presi in concessione. In precedenza invece i fanghi venivano classificati come rifiuti pericolosi, con tutto ciò che comporta in termini di difficoltà logistiche, burocratiche e costi. Quel che è certo è che ora agli imbocchi dei porti ci sono 30 centimetri di acqua e le barche, specialmente quelle dei pescatori della zona, non possono uscire. 

VIDEO – LE BARCHE SUL TRASIMENO SI FERMANO PER IL FANGO

FOTOGALLERY: LE AREE DEL TRASIMENO IN MAGGIOR SOFFERENZA

Dragaggi Un altro discorso riguarda invece i dragaggi veri e propri, non eseguiti per anni. Da tempo ormai è stato presentato il progetto alla Regione che, dopo il disco verde, è all’esame del Ministero dell’Ambiente. Sul piatto ci sono oltre tre milioni di euro per eseguire i dragaggi nelle zone delle darsene di Sant’Arcangelo e San Feliciano. L’Unione dei Comuni si attende ragionevolmente un via libera entro fine mese, con i lavori che potrebbero partire a fine estate, anche per non sovrapporli al periodo di fermo della pesca. A Tuoro invece dopo i lavori nei prossimi giorni riaprirà anche se parzialmente il pontile e, sulla base di un test fatto nelle scorse ore con un battello, per ora non ci dovrebbero essere problemi per la navigazione pubblica. Altro discorso riguarda l’estate: «Di sicuro – spiegano i tecnici – la situazione è borderline».

I TANTI PROGETTI PER IL TRASIMENO RIMASTI NEI CASSETTI

Sport e trasporti Problemi invece già ci sono per le imbarcazioni che trasportano merci da e per le isole, in particolare verso la Maggiore e la Polvese; un quadro che potrebbe peggiorare con il progressivo abbassamento del livello atteso nei mesi estivi. In attesa di pulizie e dragaggi la situazione è estremamente complessa. Al club velico di Passignano tutte le barche non possono uscire: «Queste – racconta a Umbria24 il presidente del club Giovanni Rosi mentre passeggia sul molo – pescano oltre un metro e sono completamente ferme; in pratica usciamo solo con le derive. Siamo “sequestrati” nel porto e anche la vita associativa e sociale si è molto ridotta. Andrebbe pianificata una manutenzione che non è stata fatta per anni». Cristiano Vaselli, gestore della darsena di San Feliciano, invece trasporta i passeggeri da e per le isole e fa salire Umbria24 sulla sua barca. Partendo da San Feliciano, il motore del piccolo mezzo come si vede nel video si blocca più volte a causa del fango. Un problema comune a tanti altri. 

GRAFICO: IL LIVELLO DEL TRASIMENO DAL 1968 AL 2023

Burico A proposito dei lavori di Panicarola e Castiglione il sindaco Matteo Burico, che è anche presidente dell’Unione dei Comuni, parla di «grande soddisfazione» ma anche di un «difficilissimo percorso burocratico», peraltro non concluso vista la mancanza del via libera del Ministero. Burico per risolvere i problemi anche delle darsene in concessione spiega che l’Unione si è attivata per reperirli e chiede al Governo di intervenire. «La crisi climatica mondiale – ormai inconfutabile – ci obbliga a chiedere che il Piano stralcio – dice il sindaco a Umbria24 – sia immediatamente rifinanziato come da tempo stiamo chiedendo. Un milione e mezzo di euro all’anno per le manutenzioni ordinarie. Oggi, infatti, qualsiasi intervento anche banale è diventato qualcosa di straordinario per la mancanza di risorse e la conseguente impossibilità di programmazione». Per Burico serve un commissario straordinario per velocizzare le procedure e fare manutenzione – ovviamente «nel rispetto dei vincoli ambientali e naturalistici» – utilizzando risorse statali. «Nelle zone antropizzate – aggiunge – dobbiamo recuperare la possibilità di agire per manutenere il lago, superando tali vincoli e azzerando la burocrazia». «Aspettando un’opera che possa stabilizzare definitivamente il livello delle acque – conclude – oggi in modo pragmatico dobbiamo affrontare il presente e gestire al meglio, con le risorse disponibili, la manutenzione straordinaria delle zone antropizzate». 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.