Un operaio impegnato durante un incendio

di Daniele Bovi

Primo, cercare i soldi per far lavorare tutti e 558 i dipendenti delle defunte comunità montane dell’Umbria. È questo l’obiettivo che l’Agenzia forestale regionale fissa nel ‘Programma delle attività per il 2014’, redatto dall’amministratore unico Massimo Bianchi e pre-adottato dalla giunta regionale. Dopo i pesanti problemi di liquidità accusati alla fine del 2013, con la conseguente difficoltà a pagare gli stipendi e la comprensibile preoccupazione dei lavoratori, l’Agenzia cerca di costruire un 2014 più solido e tranquillo. «Il principale obiettivo dell’Agenzia nei primi anni di attività – scrive Bianchi -, sarà costituito dal mantenimento dei livelli occupazionali ereditati dalle comunità montane». Per raggiungerlo servono soldi e la fetta più importante è quella della voce ‘affidamenti diretti’.

Il Programma Il documento prevede infatti un complesso di lavori per un importo di 48,8 milioni di euro, di cui circa il 35% (14,1 milioni) relativi ai residui di progetti da ultimare. Quasi 30 milioni invece arriveranno attraverso gli affidamenti diretti, allo scopo di «assicurare la piena occupazione – è scritto nel documento – dei dipendenti del comparto forestale distribuiti sul territorio». Un obiettivo «richiesto con forza dalle organizzazioni sindacali» e da perseguire cercando di dare priorità a «lavori ad alta incidenza di manodopera». Impegno dell’Agenzia è poi quello di sfruttare con «maggiore flessibilità» il personale rispetto a quello che succedeva nelle ex comunità montane, anche allo scopo di rispondere «più efficacemente alle istanze prioritarie di intervento del territorio regionale nel suo complesso».

Obiettivi Altro obiettivo da raggiungere, quello di una maggiore produttività attraverso una maggiore efficienza, «puntando – promette Bianchi – sulla responsabilizzazione dei vari livelli strutturali e sulla riqualificazione e specializzazione delle proprio personale». Secondo il quadro finanziario stilato dall’amministratore unico, dei 29 milioni 3,7 dovranno arrivare dal Fondo regionale investimenti, 14 dai fondi europei (10,5 dal Piano di sviluppo rurale), 6,5 dai lavori in convenzione, 4,2 da quelli in conto terzi, 200 mila euro dalla gestione del demanio regionale, 350 mila grazie alla campagna antincendio e 100 mila dall’attività vivaistica. Un quadro che, benché approvato, al momento non impegna la giunta dato che quantificazione ed erogazione delle somme si faranno prossimamente.

Le voci Le varie voci nel programma vengono analizzate con attenzione. Una fetta importante come visto è quella dei lavori che l’Agenzia può fare per Regione, Province, Comuni, aziende sanitarie e così via attraverso convenzioni di durata pluriennale (minimo tre anni): «entrate significative» anche se in certi casi si è dovuto fare i conti con «l’inadeguatezza dei capitolati d’appalto ereditati» e pure con i ritardi dei pagamenti. «Una serie di criticità» ci sono anche per i lavori in conto terzi, specialmente nel campo della bonifica e dei lavori pubblici in generale. Bianchi chiede poi un adeguamento delle norme così da poter «diversificare le fonti di finanziamento», e in particolare si sottolinea il lavoro che c’è con la Regione per individuare l’Agenzia come soggetto di riferimento per la bonifica, la difesa del suolo e tutti quegli interventi di protezione civile come danni alluvionali, emergenza neve e così via. Sul capitolo sono allocati 3,5 milioni che «dovranno essere reperiti nel corso dell’anno in quanto risultano indispensabili per raggiungere il fabbisogno minimo lavorativo necessario per coprire le esigenze dell’intero comparto forestale». Una «riflessione» poi, vista la natura non economica dell’Agenzia, andrà fatta per tutto il settore vivaistico ereditato dalle montane, compresa l’ipotesi di abbandonarlo.

Twitter @DanieleBovi

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