Umbria Acque precisa che l’inquinamento da «trielina» emerso nella zona di Case Bruciate non interessa l’acquedotto ma solo alcuni pozzi.
Acquedotto pulito Richiama l’articolo di Umbria24 il gestore dell’acqua perugina, oltre a «numerose segnalazioni dei cittadini che hanno contattato il servizio clienti aziendale», per comunicare che «le problematiche legate all’inquinamento da “trielina” emerso nella zona di Case Bruciate non interessa la rete del pubblico acquedotto».
Tre pozzi Nel caso specifico della zona di Case Bruciate, in un area circoscritta tra via Raniero Gigliarelli e la linea ferroviaria Perugia-Terentola, le indagini hanno evidenziato su n.3 pozzi privati concentrazioni di percloroetilene (TCE) e tetracloroetilene (PCE) superiori o uguali a 10 µg/l, valore limite di potabilità ai sensi del D.Lgs. 31/2001.
Fonti lontane «E’ bene ricordare – afferma Umbra Acque – che l’area soggetta all’inquinamento di falda sopra descritto è rifornita, mediante l’acquedotto cittadino, da fonti di approvvigionamento molto distanti da Case Bruciate (sorgente di Nocera Umbra, sorgente di Scirca, acquifero di Petrignano, acquifero di Cannara e campo pozzi di Baschi). Tali fonti sono continuamente controllate da Asl e Soggetto Gestore ai fini della potabilità sia nei punti di adduzione che in quelli di distribuzione, garantendo la bontà e qualità della risorsa idrica distribuita dai civici acquedotti».
