di Maria Sole Giardini
Case murate, topi in soffitta, lastre di amianto poggiate sul pianerottolo dove giocano i bambini, vetri rotti, infiltrazioni e muffa alle pareti. Non è la sceneggiatura di un film dell’orrore ma le condizioni in cui vivono Luca, sua moglie Natascia e il loro figlio di 23 anni. A condividere il loro destino altre tre famiglie che vivono nel palazzo di un quartiere di Terni obiettivamente trascurato, a due passi dalla basilica di San Valentino, in via Sant’Apollonio. Siamo a San Lucio, la zona nota come Shangai. Luca e Natascia pagano l’affitto ogni mese per una casa non più abitabile mentre a pochi metri di distanza ci sono appartamenti nuovi, chiusi, mai abitati da nessuno. «Per l’umidità – riferisce un residente – così ci dicono». Un paradosso e una beffa per chi nella stessa area vive in pessime condizioni e si sente abbandonato da tutti. «Vorremmo solo una casa normale, non un tugurio» chiede Natascia.
Luca e Natascia In quella modesta casa popolare la famiglia ternana vive da 15 anni, lì sono cresciuti i due bambini della coppia, ora adulti. Per quella continuano a pagare un affitto ogni mese all’Ater (l’agenzia territoriale per l’edilizia residenziale pubblica) oltre che le bollette delle utenze. Quella palazzina di via Sant’Apollonio in cui sono rimaste solo quattro famiglie però, non è più ospitale da anni, per non dire inabitabile. I pavimenti si sollevano per le infiltrazioni di acqua, quando piove si allagano i terrazzi perché non ci sono adeguati sistemi di scolo. In cantina Natascia non entra più da tanto tempo perché l’ultima volta ha incontrato un enorme ratto. Davanti alle scale di ingresso qualcuno, evidentemente ritenendo abbandonato il palazzo, gli ha lasciato due grandi lastre di eternit che nessuno ha mai provveduto a rimuovere «nonostante tutte le segnalazioni fatte» e con il quale Luca racconta di aver visto giocare due bambini. «Ater e le amministrazioni queste problematiche le conoscono bene» riferisce Luca ricordando quando tre anni fa circa un ex assessore era andato nel loro appartamento a verificare la situazione ma da allora nulla è stato fatto, se non la sostituzione dell’assessore in questione appunto. Che il palazzo sia ‘inagibile’ lo suggerisce il fatto che gli appartamenti al piano terra della palazzina sono murati. Stesso destino per la palazzina di fronte nella quale però al momento non vive più nessuno. Nelle cantine e nei terrazzi lasciati all’incuria hanno trovato dimora piccioni e topi. Vivere in queste condizioni fa arrabbiare i residenti. Fa arrabbiare ancora di più quando a pochi metri di distanza da quel palazzo se ne vedono altri con appartamenti vuoti o addirittura nuovi ma mai assegnati.
Le case vuote «C’è stato anche chi ha proposto di fare lavori di ristrutturazione pur di non lasciare case chiuse così a lungo ma non è servito a nulla» ha raccontato Ireneo a Umbria24 che nel quartiere San Lucio ci vive ormai da ben 60 anni. Tanti appartamenti, che potrebbero essere assegnati a Luca e Natascia o alle tante persone che in questo periodo di difficoltà richiedono una casa, restano invece sigillati. Si poteva anche prevedere un piano per ospitare profughi Ucraini in quegli appartamenti e invece sono lì chiusi e senza un destino certo.
Progetti ‘defenestrati’, pnrr e promesse vane Umbria24 si era già occupata della questione scoprendo come un vecchio progetto fu abbandonato quando l’ex assessore Marco Cecconi di Fratelli d’Italia è stato defenestrato dalla giunta Latini. Palazzo Spada e Palazzo Donini almeno nel breve periodo, non sembrano intenzionati a farsi carico del quartiere. Infatti in un accordo di programma tra Comune di Terni e Regione Umbria, da 3 milioni di euro fino al 2023 per interventi di manutenzione proprio ai fabbricati Ater della città, le vie San Saturnino e Sant’Apollonio non sono menzionate. Ora la nuova speranza porta in nome di Pnrr e che sia la volta buona perché i residenti sono stanchi di promesse non mantenute. Stanchi di tagliare erba incolta da soli, pulirsi scale e pianerottoli; stanchi di vivere nella sporcizia e nel degrado, dove chi passa si sente pure autorizzato a fare liberamente pipì pensando sia un quartiere disabitato. Quello che chiedono è normalità e decenza.
Sportello ‘abitare nella crisi’ Per gestire tutte queste situazioni di emergenza due anni fà è nato uno sportello ‘abitare nella crisi’ gestito dal partito Potere al popolo. «Ci sono inquilini che vivono in alloggi senza riscaldamento, fatiscenti, troppo piccoli per il nucleo familiare che li abita. Ci sono persone che pur essendo in graduatoria aspettano da anni l’assegnazione di un alloggio. L’ultima graduatoria definitiva per le assegnazioni risale al 2019 e da allora è bloccata» denunciano i gestori dello sportello. «Vogliamo che gli sfratti vengano bloccati, le graduatorie azzerate, il sovraffollamento e le inadeguatezza dell’alloggio risolte. Ricordiamo – concludono – che l’abitare è un diritto garantito dalla Costituzione e non un’elemosina. Ater e Comune realizzino una sana gestione delle case popolari che metta al centro le persone non il bilancio».
