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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 22:35

Terni tra porte e finestre murate: il degrado a due passi dalla basilica di San Valentino

Quartiere San Lucio, Ater: «Valutiamo risorse e interventi». Gentiletti (Senso civico): «Problema serio, stop superficialità»

di Maria Sole Giardini

Quartiere San Lucio, zona San Valentino, da qualcuno definita la ‘scampia’ di Terni. Tra erba alta, decine di case popolari con infissi murati per evitare occupazioni abusive e sporcizia. Una situazione di incuria e degrado che merita le dovute attenzioni. Dai nanchi di opposizione del consiglio comunale Alessandro Gentiletti (Senso civico) tuona: «L’emergenza abitativa a Terni è un problema serio, cosi come il decoro di interi quartieri, che non può essere trattato con superficialità e demagogia». La risposta di Ater: «Prendiamo atto della segnalazione e ci impegniamo a verificare e a valutare gli interventi da adottare».

FOTOGALLERY

Le case murate Nei giorni scorsi è giunta alla redazione di Umbria24 la segnalazione di un cittadino stanco di una situazione di degrado che si riscontra, ormai da anni, dietro quella che dovrebbe essere la basilica più importante della città di Terni, San Valentino. Andando a controllare ci siamo resi conto che la situazione è davvero drammatica. Due le vie particolarmente interessate: via San Saturnino e via Sant’Apollonio. In questa zona esistono ben tre fabbricati, di proprietà dell’Ater, che versano in stato di semi abbandono: ai piani superiori infatti si vedono panni stesi e altri segni di vita quotidiana, alle decine di appartamenti ai piani inferiori sono state murate porte e finestre, per evitare occupazioni abusive. Viene da chiedersi se in un momento storico così importante, dove l’emergenza abitativa è sempre più sentita, (si veda ad esempio la famiglia costretta a vivere in una macchina dell’autogrill a Fabro), sia la soluzione più adeguata murare degli appartamenti invece di ristrutturarli. Purtroppo poi, come si può vedere dalle foto, non è bastato qualche mattone a impedire l’ingresso di persone magari senza fissa dimora o più presumibilmente balordi che avevano esigenza di appartarsi per chissà quali scopi. Alcune finestre sono state smurate, alzate le persiane, e forse qualcuno ha trovato lo stesso casa nonostante le misure prese da Ater. Ovviamente anche il degrado è palese: erba alta, polvere, oggetti abbandonati sotto i portici. Nei progetti di riqualificazione risalenti già a quanche anno fa, era previsto  l’abbattimento delle due palazzine in questione. A seguire la questione era l’allora assessore Marco Cecconi, uno dei primi defenestrati dalla giunta del sindaco Leonardo Latini. La partita deve essersi così stoppata alle fasi preliminari come accaduto peraltro per la compravendita dei terreni sui quali insistono gli alloggi popolari della città. Ater ad oggi starebbe facendo i conti (è proprio il caso di dirlo) con la disponibilità delle risorse e al netto anche delle nuove opportunità del momento per la ripresa, sarebbe pronta a valutare anche il caso sottoposto all’attenzione. L’augurio è che il  quartiere possa ritrovare decoro e soprattutto che, chi ne ha bisogno, trovi una soluzione abitativa dignitosa.

Accordo di Programma Palazzo Spada e Palazzo Donini, almeno nel breve periodo, non sembrano intenzionate a farsi carico del quartiere San Lucio. Infatti esiste una accordo di programma tra Comune di Terni e Regione Umbria, da 3 milioni di euro fino al 2023 per interventi di manutenzione proprio ai fabbricati Ater della città, ma in tale accordo le vie San Saturnino e San Apollonio non sono menzionate. Ad occuparsi della questione era stato lo scorso luglio anche il consigliere Comunale Alessandro Gentiletti che aveva denunciato la questione sui suoi social «Mi trovo nel quartiere di San Valentino – aveva scritto Gentiletti  -. Se gli amministratori di maggioranza, si fossero fatti sentire quando venivano presentati i progetti per la riqualificazione urbana e abitativa (la regione Umbria ha ottenuto fondi per 5 progetti abitativi) forse sarebbero stati più utili e sarebbero più credibili. Perché il Comune di Terni non ha presentato un progetto, come quello che riguarda l’ex Gruber, per la riqualificazione del quartiere di San Valentino, dove ha un accordo di programma con Ater e la situazione è drammaticamente nota a tutti? Perché il comune di Perugia ha reso protagonista Ater e gli organismi che presiede (si pensi a ponte San Giovanni) e il comune di Terni no? Su questo presenterò una interrogazione nei prossimi giorni. L’emergenza abitativa a Terni è un problema serio, così come il decoro di interi quartieri, che non può essere trattato con superficialità e demagogia.  Non posso accettare che alcuni amministratori di maggioranza tentino di prendere in giro i cittadini sul problema dell’emergenza abitativa e del decoro urbano. L’opposizione ha sempre registrato il loro silenzio e la loro complice indifferenza». Osservazioni che potrebbero finire sui banchi della giunta come interrogazione.

La risposta di Ater Interrogata sulla questione da Umbria24 l’Ater ha risposto con una nota che riportiamo integralmente: «Ater prende atto della segnalazione e si impegna a verificare e a valutare gli interventi da adottare. Inoltre, Ater sta organizzando, nel quadro delle risorse disponibili, un programma di interventi di ripristino piuttosto consistente. Ciò, in un quadro di fattiva collaborazione con il Comune, consentirà di contribuire in modo significativo alla soddisfazione del bisogno abitativo. In prospettiva, è in corso una approfondita valutazione del complesso delle risorse previste dal Pnrr e dal fondo complementare nazionale per  il mondo dell’edilizia residenziale pubblica in modo da poter intercettare quanto verrà effettivamente messo a disposizione nel modo più efficiente ed efficace per il benessere dell’utenza».

 

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