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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 22:03

Terni, Ater verso acquisto di terreni dal Comune ma tetto massimo di spesa 2,5 mln

Missione rigenerazione urbana. Tulipano per 22 piani di case popolari? Almadori: «Sarebbe un ghetto da cielo a terra»

di Mar. Ros.

L’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale, meglio conosciuta come Ater, è pronta a investire milioni di euro per diventare proprietaria delle aree Comunali che detiene in diritto di superficie e sulle quali sorgono centinaia di alloggi popolari. Il consiglio di amministrazione della stessa azienda, con un atto d’indirizzo, avrebbe però imposto un tetto massimo di spesa, per tale operazione, pari a 2,5 milioni di euro, più o meno la cifra presentata al consiglio dall’assessore al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi come ‘presunta’; passaggio, come ricorderete, bersaglio di contestazioni.

Tutte le aree interessate Alla richiesta di una stima dettagliata, la giunta Di Girolamo ha allora risposto con una nuova delibera che riportava la cifra ben più consistente di quattro milioni e 96 mila euro. L’importo non era altro che il frutto di una ricognizione di tutti i terreni sui quali Ater potrebbe compiere la stessa operazione. Le finalità? Innanzitutto una volta che l’azienda diviene proprietaria di quegli immobili, con il Comune può contravvenire a un accordo sulla spartizione delle responsabilità. In soldoni, Palazzo Spada e Ater possono solo a quel punto stabilire chi ha l’onere di intervenire sugli spazi comuni come giardini attrezzati e parcheggi. In secondo luogo, la manovra permetterebbe all’azienda di vendere gli alloggi che insistono su quelle aree: «Non è prioritario – garantisce il numero uno di Ater Alessandro Almadori  – le finalità sono ben altre».

Alessandro Almadori Tutta la partita, emerge da una chiacchierata con lo stesso Almadori: «Circa un anno fa – racconta – la Regione ha assunto le prime determinazioni per lo sviluppo di un patto col Comune di Terni, all’interno del quale risulta essere ricompresa anche l’area tematica della Rigenerazione urbana. Proprio in questo ambito è stato avviato un percorso volto alla programmazione congiunta di interventi per aprire una nuova stagione di sviluppo sociale ed economico, di riqualificazione urbana e di rigenerazione territoriale ed ambientale e le varie riunioni hanno mostrato come l’apporto di Ater Umbria possa essere concretamente declinato nella razionalizzazione e miglioramento dell’attuale patrimonio immobiliare, nonché delle relative pertinenze, in gestione ed in proprietà di questa Azienda». «Sono già in corso di elaborazione i progetti – assicura la vicesindaco Francesca Malafoglia – che coinvolgeranno Ater, Comune, Regione e condomini. A breve atti amministrativi per attivare tutte le sinergie del caso. L’intervento rappresenta una grossa opportunità per la città».

Case popolari a Terni Tutto questo ha un senso se si considera che le aree di edilizia residenziale pubblica a Terni costituiscono gran parte del tessuto urbano della città, e con il centro storico ne rappresentano il corpo unico. La maggior parte di queste aree urbane sono state realizzate, dal dopoguerra ad oggi, dai vari enti per la casa in collaborazione con il Comune di Terni. Il tempo trascorso ha però determinato una progressiva diminuzione del livello di qualità urbana di comparti e quartieri che per Terni rappresentavano, e rappresentano ancora oggi, una parte fondante del tessuto connettivo urbano, sul piano delle relazioni sociali come su quello dell’identità più complessiva della città. Non solo; nello specifico, le aree in ballo cioè quelle in diritto di superficie, ricomprendono più di 1500 alloggi, la metà del patrimonio complessivo di Ers nella città di Terni, «Un unicum a livello nazionale – commenta Almadori – per l’elevata percentuale in rapporto al totale».

Il Tulipano Umbria24 al presidente dell’Ater Alessandro Almadori ha chiesto se avesse per caso pensato di investire sul Tulipano, finito all’asta per oltre 7 milioni di euro e posto in posizione strategica a ridosso della supestrada. Presa come una domanda assai provocatoria, questa ha suscitato ilarità: «Diverrebbe un ghetto da cielo a terra – scherza Almadori -. Come dicono i francesi c’è bisogno di mixité». Tornando seri, e facendo ancora riferimento all’operazione milionaria per le aree del Comune, Almadori sottolinea che in questo momento l’azienda ritiene prioritario migliorare il patrimonio esistente. Nel frattempo la delibera sulla questione delle aree continua a suscitare frizioni politiche. L’assessore Piacenti D’Ubaldi ha spiegato che sulla base della ricognizione fatta, Comune e Ater sceglieranno insieme, sotto il tetto di 2 milioni e mezzo, i terreni da sottoporre per il momento a ‘compravendita’ per poi studiare in collaborazione con la Regione la possibilità di accedere a finanziamenti per l’auspicata rigenerazione urbana. Il gap di un milione e mezzo ( tra i 4 milioni e rotti e i 2,5) non convince il consigliere Pd Renato Bartolini che ha chiesto un incontro con l’Ater per capire se quella somma è stata già inserita nel bilancio dell’azienda. La terza commissione però ha proceduto alla votazione e l’atto arriverà in aula col parere non favorevole: ok del presidente Sandro Piermatti (Mdp) e dei consiglieri Pd Valeria Masiello, Stefano Desantis e Francesco Filipponi; contrari Thomas De Luca (M5s) ed Enrico Melasecche (IlT); non votano Renato Bartolini (Pd) e Francesco Ferranti (Fi).

@martarosati28

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