di Noemi Matteucci
Dietro a un orto urbano non c’è solo la volontà di avere uno spazio verde in più per coltivare dei prodotti, ma valori più profondi come quelli della tutela del territorio e della cura dei beni comuni. Il Comune di Terni ha aderito al protocollo d’intesa nazionale promosso da Anci e Italia Nostra e individuato le prime aree sperimentali cittadine per creare gli orti urbani.
Orti urbani e obiettivi L’iniziativa nazionale è stata promossa dal protocollo d’intesa fra Anci e Italia Nostra per favorire il trasferimento della conoscenza tra i Comuni e la diffusione delle iniziative volte alla valorizzazione e riqualificazione degli orti urbani. Il Comune di Terni, con delibera del 22 aprile scorso, ha deciso di aderire al protocollo, facendo propri principi come la sottrazione al degrado delle aree cittadine, la diffusione della cultura degli orti, il senso di comunità e la promozione della partecipazione al mantenimento dei beni comuni.
Aree individuate Le aree pubbliche sperimentali individuate su Terni e presenti nella delibera sono tre: una in via Marzabotto – strada di Cospea, una nel parco anallergico di Campitello e una in via Campania. La delibera sarà presto integrata con un’area supplementare che si trova nei pressi dell’istituto comprensivo ‘G. Marconi’ di Terni. I lotti sono stati scelti perché rientrano in proprietà pubbliche destinate ad aree verdi e impianti sportivi e anche, come specifica il vicesindaco Francesca Malafoglia, «per il ridotto impatto ambientale che presentano, grazie alla scarsità di fenomeni inquinanti e alla presenza di fonti irrigue, come pozzi sotterranei».
Regolamento e bando Per l’attivazione delle iniziative è già stato avviato l’iter di approvazione di un regolamento che arriverà molto presto, normando gli orti urbani anche per tutto ciò che riguarda la presenza dei privati e la sostenibilità ambientale. Successivamente al regolamento, sarà la volta del bando pubblico per l’assegnazione e gestione dei lotti di terreno, bando previsto, come fa sapere il vicesindaco, nel giro di qualche mese.
Vicesindaco Malafoglia «Il progetto – spiega la Malafoglia- ha un primo luogo un senso legato all’urbanistica, perché mira alla ‘riappropriazione’ di aree urbane attualmente non utilizzate: si andrà così ad apportare un importante intervento di riqualificazione. Inoltre -conclude- è un richiamo al regolamento per la cura dei beni comuni e intende dunque sensibilizzare i cittadini verso la cura e la tutela di ciò che è loro e, allo stesso tempo, di tutti».


