«Io, come tante, mi sento chiamata in causa e dunque sono qui per il desiderio di affermare un’idea di democrazia che investe sulla cittadinanza e la responsabilità delle donne, che mette al centro la questione delle donne italiane ed immigrate che chiedono lavoro e piena cittadinanza che non si piega ad un’idea proprietaria delle istituzioni pubbliche». Ha concluso così Catiuscia Marini il suo intervento a piazza del Popolo, a Roma, sul palco della grande manifestazione per la dignità delle donne organizzata dal comitato «Se non ora, quando?», nella capitale e in più di 230 città italiane.

Protesta diffusa in Umbria In diverse città umbre, come Terni e Città di Castello, dopo la manifestazione di ieri nel centro storico diPerugia, l”iniziativa si è articolata sotto forma di “flash mob”. «Se non ora, quando? Me lo sono domandata anche io – ha detto Catiuscia Marini – e come tante di voi ho ritenuto importante che io ci fossi prima di tutto per me, per il rispetto e per la mia dignità di donna che riveste un incarico istituzionale. Il mio lavoro e il mio impegno quotidiano non può essere cancellato da una rappresentazione ostentata e continua delle donne come oggetti di scambio sessuale. Prendo la parola dunque per testimoniare la mia esperienza nella vita pubblica e di governo nelle istituzioni».

Tante donne di talento «Io sono presidente della Regione Umbria – ha continuato – una piccola regione con una storia antica, ricca di spiritualità e di cultura civile, simbolicamente rappresentata dalla splendida bellezza delle nostre città d’arte, ma anche una regione operosa, dinamica, fatta di gente tenace capace sempre di reagire anche di fronte alle difficoltà, una immagine, che potrebbe essere dell’Italia tutta. Nella mia esperienza di governo e di amministrazione ogni giorno mi misuro con i bisogni di una comunità, dove vivono donne che hanno talenti, saperi e professionalità, che lavorano nei più vari settori, e nello stesso tempo impegnate nel lavoro di cura, che non si piegano di fronte alla disoccupazione, alla crisi economica, tenaci nella ricerca di un lavoro di opportunità di vita, che non rinunciano all’affermazione di sé e ad essere libere».

Chi governa deve dare risposte «Anche tante donne in difficoltà – ha sottolineato ancora la presidente umbra – e che subiscono soprusi e violenze. Tutte donne che nei modi più diversi si rivolgono ed interrogano anche me, nel mio ruolo di governo, così come in tanti (anche se debbono essere molti di più) altri luoghi donne chiamate a ricoprire cariche nelle amministrazioni locali, nei governi regionali, nelle istituzioni del paese devono quotidianamente dare concrete risposte ai bisogni reali di uomini e donne. E la mia e la loro credibilità è la garanzia del vincolo di fiducia e di lealtà che deve stringere i cittadini e le cittadine ai loro rappresentanti».

In gioco la dignità delle istituzioni «Non è possibile – ha quindi affermato – lasciar passare il messaggio che esistono scorciatoie nei percorsi della rappresentanza, o il solo sospetto che ruoli pubblici siano il frutto di uno scambio di favori sessuali con il potente di turno. Ne va della dignità delle istituzioni e del rispetto dovuto al lavoro difficile ma straordinario di migliaia di donne e allo sforzo di più generazioni di donne che si sono battute per i nostri diritti e ci hanno aperto le strade della responsabilità pubblica. Sia chiaro, in questo scambio non si è alla pari: pesa da una parte la corruzione esercitata da chi ha potere, denaro e autorità, mentre spesso dall’altra ci sono le fragilità di chi non sa o non può sottrarsi, spesso perché illusa da una cultura sempre più diffusa che propone alle donne di questo Paese, soprattutto alle giovani e giovanissime, traguardi ingannevoli mettendo in gioco semplicemente il proprio corpo e rinunciando a farle scommettere invece sulle competenze, sui saperi, sui talenti individuali».

Una cittadinanza che non si piega «Ed io, come tante, mi sento chiamata in causa e dunque sono qui – ha concluso Catiuscia Marini – per il desiderio di affermare un’idea di democrazia che investe sulla cittadinanza e la responsabilità delle donne, che mette al centro la questione delle donne italiane ed immigrate che chiedono lavoro e piena cittadinanza che non si piega ad un’idea proprietaria delle istituzioni pubbliche».

Città di Castello Il capogruppo regionale dell’Italia dei Valori Oliviero Dottorini ha partecipato all’iniziativa davanti al municipio di Città di Castello.  «Questa manifestazione – ha detto Dottorini – ci dà una grande lezione di libertà e di dignità. E’ la risposta responsabile delle persone che credono ancora nell’Italia dei giusti e degli onesti contro chi identifica i propri affari, le proprie voglie e la propria impunità con gli interessi del Paese. Ci riempie di soddisfazione constatare che la nostra comunità ha in sè gli anticorpi per immaginare una rinascita democratica e solidale dell’Italia. Il fatto che tutto sia nato dall’iniziativa auto organizzata delle donne conferisce a questa manifestazione la forza di uno schiaffo a un potere arrogante ed eversivo». «Erano anni, forse decenni, che la società civile di Città di Castello non rispondeva in maniera così forte e determinata a una manifestazione pubblica, scendendo in piazza in modo spontaneo e compatto. I nostri complimenti vanno alle organizzatrici e a coloro che hanno deciso di spendere la propria domenica per la democrazia e per affermare un’altra idea dei rapporti tra donne e uomini».

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