Un momento dell'incontro

I giovani che venerdì mattina che hanno avuto la possibilità di sedersi sugli scranni di Palazzo Cesaroni hanno dimostrato di avere idee molto chiare. Chiedono con convinzione alla politica regionale di essere ascoltati, di valutare le loro idee e di accogliere le loro istanze. Sono ragazzi e ragazze delle scuole superiori che per mesi si sono interrogati sui problemi emergenti di una società in crisi ma che loro stessi vogliono contribuire a migliorare. Lo hanno fatto nell’abito del progetto di educazione alla cittadinanza promosso da Consiglio regionale e Corecom dell’Umbria, insieme agli operatori dell’associazione Camìna, Aldo Manuali e Walter Baruzzi.

L’ultimo atto di questo percorso, in cui si è discusso dentro e fuori le scuoledi sicurezza, vivibilità dei centri storici, droga e aggregazione giovanile, si è compiuto proprio in Consiglio Regionale. Ad accogliere e adinterloquire con la delegazione degli studenti provenienti in particolare da Perugia, Foligno e Orvieto, ci hanno pensato i consiglieri AndreaSmacchi e Maria Rosi. Lo spaccio di droga e in particolare la difficile condizione di insicurezza che vive il centro storico di Perugia, sono stati i temiche hanno suscitato particolare interesse. I ragazzi chiedono a tal proposito alle istituzioni di aiutare i cittadini ad avere più coraggio, a denunciare,a non essere indifferenti o peggio ancora conniventi con il sistema dello spaccio e a non abbandonare il centro della città, ma soprattutto a nonlimitarsi al tema della repressione ma a sensibilizzare i giovani e a moltiplicare le occasioni di socialità potenziando l’offerta culturale.

L’altro tema al centro della dibattito è stato quello relativo agli spazi di aggregazione e alle opportunità di confronto. E’ stato chiesto di favorire la creazione dicoordinamenti istituzionali sul tema giovanile, di associazioni, consulte e centri di informazione. Ciò al fine di poter dialogare direttamente con chiadotta le scelte, specie a livello comunale. Le istituzioni, per bocca dei due consiglieri regionali Smacchi e Rosi hanno risposto con convinzione chela strada del dialogo e del confronto è l’unica che riporta la politica ad occuparsi dei problemi veri dei cittadini come quelli che sono stati riportatidai ragazzi.

«Il Consiglio Regionale – ha dichiarato Smacchi – ha deciso di uscire dal Palazzo e intende consolidare un speciale rapporto con il mondodella scuola per continuare a raccogliere le vostre istanze». x«Voi rappresentate una speranza per questa società – ha aggiunto Maria Rosi – ed ègiusto che le istituzioni vi siano sempre più vicine specie in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, in cui avanza l’individualismo e simoltiplicano le ansie per un futuro incerto».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.