Un cane all'interno di un canile

di Fa.To.

L’Aidaa, associazione italiana in difesa degli animali e dell’ambiente, ha presentato un esposto alle procure di Terni, Roma e Rieti per far luce sui trasferimenti di migliaia di cani che ogni anno vengono inviati in Germania, ufficialmente per essere adottati da famiglie tedesche. L’associazione chiede maggiori controlli alle frontiere da parte delle forze di polizia dei due paesi coinvolti.

Il fenomeno Partito dal Sud Italia, il fenomeno si è diffuso col tempo anche in Umbria e nel Lazio, fino a coinvolgere anche alcuni canili del ternano. «Il traffico – spiega l’Aidaa – è gestito da un’organizzazione che, attraverso la proposta di una convenzione, reperisce cani randagi nei canili comunali. Il trasferimento in Germania consente ai singoli comuni di ridurre le spese per il mantenimento dei randagi, creando però una situazione di assoluta incertezza in merito alla sorte dei cani deportati».

Migliaia di animali Secondo l’associazione animalista, i cani coinvolti nel fenomeno sarebbero «diverse migliaia». Un fenomeno vasto e difficile da quantificare realmente. Attraverso l’esposto, l’Aidaa intende fare chiarezza una volta per tutte. «Il nostro timore è che le bestiole finiscano sui tavoli vivisettori o in qualche laboratorio di sperimentazione».

One reply on “Cani «deportati» in Germania, allarme da Terni: «Ci dicano che fine fanno»”

  1. ho letto questo articolo e subito mi sono allarmata. Ho contattato volontarie di Perugia dell’Associazione X4 zampe umbria e mi hanno detto che il Presidente dell’AIDAA – Sig. Lorenzo Croce..è una persona che si inventa molte cose…se andate su google e digitate Lorenzo Croce…ne leggerete delle belle..
    Volevo dire…che prima di pubblicare certe notizie…bisognerebbe almeno verificarle.
    Grazie

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