di Chiara Fabrizi

Il ponte della Bruna lungo la Tuderte deve essere chiuso totalmente e i lavori non sono compatibili con il senso unico alternato. C’è l’ipotesi di una passerella per garantire il transito dei pedoni, ma l’opera deve essere autorizzata e i tempi dell’iter non sono chiari. La viabilità alternativa per il traffico leggero, invece, deve essere ancora definita e con ogni probabilità richiederà ulteriori interventi affinché, ha detto la sindaca Elisa Sabbatini, sia «decente». Intanto, l’avvio dei lavori è slittato al 18 giugno, così da non isolare la scuola di Castel Ritaldi, mentre gli interventi che richiederanno la chiusura totale del ponte non dureranno meno di un mese e mezzo, ma potrebbero richiedere anche due mesi.

Ponte della Bruna chiuso per almeno 90 giorni Questo è emerso martedì sera nell’incontro organizzato dall’amministrazione comunale di Castel Ritaldi, a cui ha partecipato anche la presidente della Provincia Stefania Proietti, il consigliere delegato ai lavori pubblici Moreno Landrini e il dirigente dell’ente Giovanni Solinas. Obiettivo dell’appuntamento tentare di dare risposte alla cittadinanza, non soltanto di Castel Ritaldi, ma anche di Spoleto e Giano dell’Umbria, infuriata non tanto per il cantiere in sé quanto per le modalità di gestione delle pesantissime criticità che la manutenzione straordinaria avrebbe provocato: tra tutte il paese della Bruna diviso a metà, con l’ufficio postale da un lato e la farmacia dall’altro.

Le contestazioni dei cittadini Diversi cittadini martedì sera hanno evidenziato come, prima di procedere alla chiusura totale del ponte della Bruna, si sarebbero dovute individuare soluzioni alternative, in altre parole avere in tasca le autorizzazioni per la realizzazione della passerella pedonale e pure aver sistemato la viabilità secondaria per il traffico leggero, così da evitare agli automobilisti percorsi di diversi chilometri più lunghi.

La sindaca si difende La sindaca Sabbatini ha provato a difendersi, spiegando che in conferenza di servizi l’ente è chiamato a esprimersi solo sulla compatibilità urbanistica, mentre l’ingegner Solinas ha fatto altrettanto, mettendo ordine nell’iter seguito al decreto attuativo del luglio 2022, con cui il Governo ha di fatto dato il via alla progettazione in capo ai soggetti attuatori, cui sono seguite le conferenze servizi e poi le gare d’appalto.

Nessuno è contro il cantiere in sé Tutti d’accordo, inutile dirlo, sulla necessità di eseguire gli interventi straordinari, che prevedono la demolizione delle solette e dei cordoli del ponte e la sostituzione delle barriere laterali, che non sono più a norma.

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