di El.Bi.
Scioperano di nuovo i dipendenti di Bastia umbra di Idealposta, a sole tre settimane dal loro primo sciopero in assoluto, poiché, dicono: «l’azienda ha chiuso totalmente le porte ad un tavolo di trattative ben avviato in vari incontri». Durante il primo sciopero, inoltre, sono emerse, per stessa ammissione in video del responsabile, pressioni non solo sui dipendenti, ma anche su esponenti della stampa.
Contratto Idealposta srl è un’azienda umbra di medio-piccole dimensioni che lavora in appalto indirettamente per Poste italiane. L’azienda applica ai suoi dipendenti, dicono questi, «il contratto nazionale per ‘recapito corrispondenza’». Tuttavia, i dipendenti sostengono che tale contratto non verrebbe rinnovato dal 2015, con «retribuzioni molto basse, e che coprono solo la movimentazione della corrispondenza». «Il problema – dicono dal sindacato Cobas – sta nel fatto che, soprattutto in questo periodo, i lavoratori movimentano prevalentemente pacchi e-commerce (Amazon in particolare) e non la semplice corripondenza, svolgendo quindi delle mansioni tipiche della logistica». Logistica, che, ci tengono a sottolineare, ha un contratto e delle retribuzioni totalmente diverse da quelle della corrispondenza semplice.
Niente sindacato Seconda giornata di protesta in poche settimane, quindi, per i lavoratori di Idealposta. «Dopo l’iscrizione al Si Cobas dei lavoratori – dicono dal sindacato – l’azienda ha tenuto costantemente atteggiamenti di pressione nei loro confronti, per far si che interrompessero ogni percorso rivendicativo e di organizzazione sindacale. Ma loro non si sono fatti intimidire e continuano con le azioni di lotta per la riapertura del tavolo di trattative. Rivendicano adeguamento salariale in virtù anche della crescita del costo generalizzato della vita. Miglioramenti in materia di sicurezza e salubrità del luogo di lavoro e stop alle pressioni legate al sacrosanto diritto di organizzarsi in un sindacato».
