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E’ botta e risposta tra sindacati e azienda per il caso dei dipendenti di Idealposte di Bastia Umbra. Una vertenza che va avanti da tempo e che ha irrigidito i rapporti tra l’azienda e i lavoratori, con questi ultimi che attraverso il sindacato Cobas, oltre a dare vita a forme di protesta, hanno reso noto, attraverso una nota stampa, il loro primo risultato incassato a seguito della mobilitazione, le stabilizzazioni. Risponde l’amministratore Marco Urbani «Le assunzioni – afferma – non sono il risultato dello sciopero ma della nostra strategia aziendale. Allo sciopero indetto dai Cobas erano in 4 su 46 lavoratori del nostro organico e se il sindacato parla di 8 lavoratori iscritti, in realtà ce ne sono soltanto 6. Ribadisco ancora una volta – aggiunge – che applichiamo il contratto nazionale di Poste Italiane perché il 90% del nostro lavoro riguarda cartelle di Equitalia, mentre soltanto il 10% è riferito al servizio della consegna pacchi».

L’amministratore parla di «accanimento contro l’azienda» e non si psiega le ragioni tenuto contro che si tratta di una realtà «subentrata dopo un fallimento – spiega – salvando molte persone dalla disoccupazione. Non per beneficenza, ovviamente, ma neppure per l’ingente profitto che si prospettava». Con tono polemico aggiunge che i sindacati si sarebbero dovuti «vergognare degli scioperi per la bassa adesione». E alle richieste di adeguamento salariale risponde: «Ma i contratti non sono conformi al Ccnl?».

«La verità – dice ancora – è che io sono un amministratore che ha sempre dimostrato di avere un occhio di giurando per i miei dipendenti. Non mi sono mai fatto spaventare dalle maternità, ho dato lavoro a chi era in difficoltà, non ho mai usato a mio vantaggio i rinnovi contrattuali e ho persino offerto contratti a tempo indeterminato prima del tempo. I traguardi che festeggiano i sindacati si sarebbero raggiunti da soli. I sindacati dovrebbero domandarsi se non sia ridicolo portare avanti una battaglia contro un’azienda che avrà sicuramente i suoi difetti di amministrazione, ma è fin troppo impegnata a mantenersi a galla, per il bene di tutti»

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