»Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale». Inizia così lo sfogo della Generali Ternana futsal che esprime tutta la rabbia per una partita che si terrà a porte chiuse per un mancato step burocratico autorizzativo.

Pala DiVittorio «Il regolamento Tulps (normativa su ordine pubblico e sicurezza impianti aperti al pubblico) ci obbliga a giocare a porte chiuse la partita di sabato – spiegano dalla società rossoverde del calcio a cinque -. L’assurdo risiede che tale obbligo deriva non da nostra negligenza ma dagli uffici comunali. Il Comune dopo più di un anno dalla realizzazione dei lavori effettuati sulla facciata del palazzetto, non è stato in grado nelle sue articolazioni di convocare la Commissione dei Locali di Pubblico Spettacolo per legittimare la regolarità alle norme vigenti del PalaDiVittorio. Chi ci rimette sono le società che investono soldi, tanti, nelle proprie attività sportive e nello specifico noi, che per fare il campionato di calcio a 5 di serie B nazionale, dobbiamo avvalerci del sostegno di molti sponsor che per la chiusura al pubblico perdono visibilità».

Generali Ternana futsal Ci rimette anche la città che non è libera di poter sostenere la propria squadra. Questa volta però, stufi di queste negligenze inaccettabili ,ci riserviamo di porre in essere tutte le azioni a tutela della nostra immagine, danneggiata da questa situazione, dell’immagine dei nostri sponsor e di tutti i danni a noi derivanti dall’impossibilità di poter usufruire del palazzetto in condizioni normali. Noi che paghiamo con regolarità le quote per l’utilizzo, noi che cerchiamo sempre di fare il possibile ed oltre con una struttura il cui stato pietoso è sotto gli occhi di tutti, non intendiamo più accettare che gli uffici comunali rimpallandosi responsabilità, non ottemperano quanto previsto dalla norma e quanto previsto dagli obblighi derivanti dal loro lavoro. Faremo accesso agli atti, accerteremo le responsabilità dei singoli e le comunicheremo alla cittadinanza. Nel frattempo come sempre continueremo a fare sport in una città dove è sempre più difficile realizzarlo». E se lo dicono gli addetti ai lavori evidentemente il brand Terni città dello sport funziona solo alla presenza dell’aggettivo ‘bistrattato’.

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