Un momento della vacanza delle tre dottoresse

Rimangono gravi ma mostrano lievi segni di miglioramento le condizioni delle due specializzande rimaste ferite nell’incidente stradale che è costato la vita, venerdì pomeriggio, alla 31enne Lucia Menghini. Secondo le informazioni che arrivano dal reparto di rianimazione dell’ospedale di Amman, dove Marta Orsini e Cristina De Propris si trovano ricoverate, le due specializzande non sono ancora fuori pericolo ma rispondono alle terapie e molto importanti saranno le prossime ore. Sempre nelle prossime ore si terrà l’autopsia della dottoressa deceduta, dopo la quale l’ambasciata potrà organizzare il rientro in Italia della salma.

L’incidente Nel frattempo è ancora da chiarire la dinamica dell’incidente. Uno degli ultimi post pubblicati dalle dottoresse sui profili social le ritrae ad Aqaba, cittadina nel Sud del paese affacciata sul Mar Rosso e distante oltre 300 km dalla capitale. Una delle ipotesi quindi è che l’incidente – visto il rientro in Italia che sarebbe dovuto avvenire domenica – sia avvenuto proprio nella zona del sud del paese. L’auto presa a noleggio sulla quale le tre ragazze stavano viaggiando secondo una prima ricostruzione potrebbe essere stata colpita da un furgone, ma un quadro più chiaro sarà possibile averlo solo nelle prossime ore.

Le ferite Ad Amman sono arrivati nella serata di sabato i genitori delle due ragazze ferite, residenti nelle zone di Ponte San Giovanni e Casaglia. Sia l’Università di Perugia, attraverso il rettore Maurizio Oliviero, che il professor Edoardo De Robertis, che dirige il reparto di Anestesia dell’ospedale di Perugia, sono in contatto con i sanitari dell’ospedale giordano. In caso le condizioni delle due dottoresse dovessero stabilizzarsi, si prenderebbe in considerazione l’ipotesi di un loro rientro proprio all’ospedale di Perugia.

Il Comune A esprimere cordoglio per la morte della 31enne è l’amministrazione comunale di Perugia, che «segue con apprensione la degenza delle amiche». Palazzo dei Priori «è in costante contatto con la prefettura e le autorità consolari onde avere aggiornamenti sulla situazione di salute delle due specializzande anche al fine di organizzare, quando sarà possibile, il rientro in patria». «L’auspicio – spiega il Comune – è che questa dolorosa vicenda possa per loro chiudersi quanto prima».

Ore di dolore A Foligno intanto sono ore di dolore per la scomparsa della dottoressa, che da molti viene ricordata come «una ragazza eccezionale». Decine i messaggi di cordoglio e di affetto di amici e colleghi. Figlia di un medico di base, dal quale ha ereditato la passione per la medicina, aveva studiato al liceo scientifico «Marconi» di Foligno; poi gli studi universitari a Roma, all’Università cattolica del Sacro cuore, fino ad arrivare all’ospedale di Spoleto dove stava frequentando come anestesista il primo anno della Scuola di specializzazione. Una famiglia molto conosciuta in città anche per l’impegno nelle attività portate avanti nella parrocchia di San Paolo, dove nella serata di sabato si è tenuto un momento di preghiera.

I ricordi «Hai fatto l’ultima seduta operatoria con me in ortopedia – scrive il collega Marco Trippetti – e mi parlavi di questo viaggio, lo stesso che ho fatto io nel 2009… ti ho detto che sarebbe stato uno dei più bei viaggi della tua vita… invece è stato l’ultimo! La vita è beffarda. Eri bravissima, attenta, paziente, scrupolosa. È stato un piacere poter lavorare con te, riposa in pace dottoressa!». A ricordare la dottoressa è anche l’europarlamentare Camilla Laureti: «Era già tanto stimata – scrive – per la sua passione e il suo impegno nel lavoro».

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