Dai colpi di arti marziali al lancio dei seggiolini: accade anche questo nei campi delle serie minori calcistiche umbre. Da questa settimana Umbria24 vi racconterà i fatti più eclatanti trattati dal giudice sportivo, relativi alla domenica precedente. Proprio in base a quanto scritto sui referti, vengono poi comminate le squalifiche. La rubrica si chiamerà Cartellino rotto.

Strette al collo, calci di kung fu coi tacchetti, pugni al guardalinee per un dubbio fuorigioco. E ancora: minacce da dietro la rete, sputi, lanci di monetine (in barba alla peggior crisi), seggiolini divelti e scagliati in campo. Accade davvero di tutto nei campetti di periferia, dove l’antagonismo troppo spesso si trasforma in un nervosismo che contagia chiunque: portieri, numeri 10, tecnici e dirigenti.

Consulta tutti i provvedimenti del giudice sportivo sul sito della Figc

Botte al guardialinee Ad esempio, il fantasista dello Sporting Pila, dopo il cartellino rosso, ha confessato all’assistente dell’arbitro: «Tanto volevo smettere, ti ammazzo». Lo ha afferrato per il collo e lo ha graffiato, sferrandogli pure un pugno sulla spalla, stando a quanto riportato. Non è bastata l’incerta difesa corporale del direttore di gara a salvare la vittima da un’altra raffica di insulti, mentre i compagni di squadra – a stento – tentavano di riaccompagnarlo negli spogliatoi. In compenso ha ottenuto ciò che voleva: una squalifica di quattro anni, il chiodo per appiccare gli scarpini dovrà comprarselo da solo.

Offese a go-go Troppo spesso, purtroppo, sono i fantomatici dirigenti ad incitare alla violenza. Durante la stessa gara – è spiegato ancora nei referti – uno di questi non si è stancato di offendere il povero guardalinee e la madre dal 25′ della ripresa fino al fischio finale.

Kung fu Urla sguaiate e minacciose, invece, provenivano dal capannello di giocatori che durante Pietrafitta-Fontignano (campionato di terza categoria) hanno braccato il fischietto, preso a calci nel sedere dopo la convalida del gol dei padroni di casa. Di punta e a mo’ di kung fu. In più, quando un calciatore è andato a stringergli la mano per il terzo tempo, commenti poco garbati sono giunti da alcuni compagni, tantoché l’arbitro è battuto in ritirata verso il tunnel, uscendo “scortato” fino all’auto parcheggiata. Durante la stessa gara anche il focoso portiere del Fontignano è stato espulso: prima del cartellino rosso ha spostato di peso il capitano – è stato riferito al giudice sportivo – e con sguardo cattivo ha spintonato l’arbitro colpito da una manata. «Oggi smetto di giocare ma te le prendi bastardo». Tornerà a giocare nel 2013.

Seggiolini volanti Pubblico incandescente a Narni, anche lì è stato preso di mira il guardalinee al quale sono state lanciate monete e oggetti di plastica. Al 38′ del secondo tempo la partita è stata sospesa perché qualche tifoso ha lanciato dalla tribuna un seggiolino. La multa è pesante: 1.200 euro.

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One reply on “Pila: botte al guardalinee, a Pietrafitta calci nel sedere all’arbitro. Narni: seggiolino in campo”

  1. Difronte a tanta ignoranza ogni commento è superfluo, ma una cosa mi sento di dire, le famiglie di questi bravi ragazzi cosa hanno imparato ai loro figli?

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