di Iv. Por.
Niente prolungamento della cassa integrazione, il che significa lettere di licenziamento e tutti a casa dal primo gennaio. La Basell non torna indietro rispetto alle ultime prese di posizione e Di Girolamo si ribella. Intanto resta l’incongnita sulla norma sugli ecoshopper sparita dal decreto Milleproroghe.
L’arroganza di Basell «L’invio delle lettere di licenziamento da parte della multinazionale Basell ai dipendenti ternani, dimostra ancora una volta l’arroganza e la mancanza di volontà dell’azienda rispetto alla possibile gestione anche in termini sociali della cessazione del sito di Terni». Lo dichiara il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo in una nota. Nel corso del recente incontro al ministero dello Sviluppo economico tra la multinazionale e Novamont, alla presenza delle istituzioni locali, gli avvocati di Basell avevano ribadito di non voler chiedere il prolungamento della cassa integrazione, come chiesto sia dalla Regione che dal governo per favorire le trattativa per la cessione dello stabilimento ternano. «L’azione della Basell – continua il sindaco – dimostra nuovamente la scarsa o nulla considerazione verso un territorio dal quale invece Basell ha ricevuto molto sia sul versante del lavoro che su quello ambientale».
Appello al governo Di Girolamo e la giunta comunale esprimono quindi piena solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie. «Le istituzioni locali, per quanto possibile, anche in queste ore si sentono impegnate a fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, affinché il polo della chimica verde della nostra città diventi rapidamente una realtà, creando quindi le condizioni per restituire il lavoro in primo luogo a chi lo sta perdendo, ma anche ai tanti giovani in cerca d’occupazione nel nostro territorio. Rilanciamo quindi la richiesta al governo Monti affinché nelle cose concrete segni una discontinuità con il governo precedente. Ribadiamo la richiesta di inserire nei decreti per la crescita, in queste ore in discussione, le misure di rafforzamento per la chimica verde e che al più presto il Governo stesso apra un tavolo nazionale sulle prospettive del polo ternano».
Il giallo ecoshopper Intanto, a pesare sul Polo chimico c’è anche il giallo sulla norma sugli ecoshopper sparita dal decreto Milleproroghe. Si tratta di una serie di regole che devono dare piena attuazione alla legge che vieta le buste di plastica (in vigore dal gennaio 2011) di fatto aiutando chi, come Novamont, produce sacchetti biodegradabili. Sulla norma c’era il sì del Consiglio dei ministri del 23 dicembre e anche l’annuncio ufficiale sull’homepage dei siti del ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, sotto il titolo «nuove norme per sacchetti biodegradabili». Ma le disposizioni sono misteriosamente sparite dal testo del cosiddetto “milleproroghe”, suscitando la reazione degli ecologisti (con una polemica tra le sigle) e delle istituzioni umbre, preoccupate per le ricadute sul Polo chimico ternano. «’Grave preoccupazione» è stata espressa dalla presidente della Regione Catiuscia Marini che ha rivolto «un forte appello al presidente del Consiglio Mario Monti affinché il decreto recuperi nell’immediatezza delle prossime ore i contenuti normativi inopinatamente esclusi» perché «questo tra l’altro nell’imminenza dell’avvio della trattativa formale con Basell relativa alla cessione delle aree di proprietà della multinazionale, rischia di generare ulteriori ritardi ed incertezze con ricadute immediate anche sul potenziale di sviluppo delle produzioni di Novamont». E anche lo stesso Di Girolamo aveva espresso «preoccupazione» per una norma «particolarmente attesa dal nostro territorio per gli effetti positivi sui progetti di sviluppo della chimica verde nel Polo ternano».
Il detrofront I due ministri interessati si sono detti «sorpresi» dalla sparizione della norma dal decreto. Tuttavia, è stato precisato, la norma non era obbligatorio andasse a finire nel Milleproroghe. Quindi verrà presto ripresentata. Le strade possibili sarebbero realisticamente due: un emendamento del governo a posteriori o un nuovo, apposito decreto da varare entro 6 mesi. «Prendiamo atto delle precisazioni dei ministri Clini e Passera sulla volontà di ripresentare al più presto la norma sulle buste biodegradabili»: è il commento di Marina Sereni (Pd) in un comunicato, sollecitando il provvedimento.


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