fabrizio dominici
Fabrizio Dominici

di Mar.Ros.

Aveva minacciato l’addio nei giorni scorsi, quando aveva annunciato che si sarebbe dimesso subito dopo l’approvazione del bilancio, ma lunedì, prima dell’avvio della maratona di consiglio, il sindaco Leonardo Latini ha deciso di giocare d’anticipo e di revocare le deleghe all’assessore Fabrizio Dominici. Fino a nuova nomina, di bilancio comunale e società partecipate si occuperà il sindaco Latini. Nel caos giunta di Terni interviene il segretario regionale della Lega Virginio Caparvi che, confermando «convinto sostegno al sindaco Latini», parla indirettamente di Dominici dicendo che «in squadra ognuno deve rispettare il proprio ruolo» e che «nessun giocatore è indispensabile». A Terni la Lega commissariata ha recentemente perso uno dei generali, ossia il consigliere più votato alle ultime amministrative, Emanuele Fiorini, passato al gruppo misto in consiglio comunale e pure in consiglio regionale. Sempre in aula la maggioranza, eletta nel giugno scorso, ha già perso anche due pezzi di Forza Italia. 

VIDEO LATINI IN AULA
SALVINI CORRE A TERNI 

Latini E ora arriva anche la revoca delle deleghe a Dominici, annunciata direttamente dal sindaco che «ringrazia l’assessore per l’opera prestata e per i risultati raggiunti, a partire dalla redazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato da poco approvato dal ministero dell’Interno. Tuttavia – continua Latini – è necessario in questo frangente delimitare in modo chiaro gli ambiti tecnici e politici in seno alla giunta in modo da assicurare una sempre più proficua ed efficace azione amministrativa. Inoltre – va avanti la nota del sindaco che segna la cacciata di Dominici da Palazzo Spada – è opportuno porre fine ad ogni possibile fraintendimento o strumentalizzazione in ordine a scelte adottate e a quelle in programma pienamente condivise dalla intera maggioranza, così come emerso nell’ultimo vertice dei partiti e dei movimenti che sostengono questa amministrazione. Tratterrò personalmente le deleghe – conclude – fino alla nomina del nuovo assessore».

Crisi politica Segnali da Palazzo Spada poco incoraggianti insomma, soprattutto perché in questa fase così delicata è in gioco la stabilità finanziaria dell’ente. Un vizio procedurale che si è verificato nelle ultime ore rischia peraltro di far slittare l’approvazione della manovra di bilancio stabilmente riequilibrato e non è uno scherzo viste le severe prescrizioni imposte dal Viminale, anche se l’ufficio di presidenza confida eventualmente in qualche giorno di margine sulle scadenze, che potrebbe essere accordato dalla Prefettura. In ogni caso, lunedì pomeriggio alle 15.30 si riunirà a Palazzo Spada la massima assise cittadina: all’avvio dei lavori si deciderà se procedere con la discussione della manovra finanziaria o effettuare ulteriori approfondimenti. Esecutivo e uffici stanno valutando.

Lega: «Nessuno è indispensabile» La Lega ha parlato nel primo pomeriggio col segretario dell’Umbria che ha ribadito «convinto sostegno al sindaco di Terni Leonardo Latini che ha incassato – si legge in una nota – la fiducia dell’intera maggioranza che lo sostiene anche in virtù dei risultati ottenuti in questi primi mesi di governo, nonostante la drammatica situazione di dissesto economico lasciata dal PD nel Comune di Terni. Ciò che ha permesso all’amministrazione Latini di raggiungere determinati obiettivi è una squadra che ha lavorato bene, ma in una squadra ognuno deve rispettare il proprio ruolo, altrimenti si pone al di fuori di essa. Nella convinzione che nessun giocatore è indispensabile, quello che conta è l’impegno assunto con i cittadini e la serietà con cui Lega e maggioranza portano avanti il rispetto del patto preso con gli stessi, convinti di poter continuare a dare una svolta alla città di Terni».

Verini (Pd) «Quanto sta accadendo – spiega il deputato umbro del Pd Walter Verini – al Comune di Terni conferma tutta la grave inadeguatezza di questo schieramento che ha avuto la maggioranza alla elezioni. Ciò si conferma anche davanti alla totale mancanza di visione e iniziativa su temi cruciali, a partire da quelli che riguardano il futuro delle Acciaierie e il tema del lavoro e dello sviluppo. Se aggiungiamo i continui attacchi alle conquiste culturali, a quelle delle donne e ai diritti civili il quadro è completo: si possono anche vincere le elezioni, come la Raggi a Roma o Latini a Terni, ma governare le città è un’altra cosa. Non è questione di errori, che tutti possono fare. È proprio inadeguatezza».

Terni Civica «La revoca delle deleghe all’assessore Dominici – dichiara il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi – è un fatto politico che si inquadra in un assestamento dettato dal fatto che ora in avanti si dovrà sempre più contare su una comune visione politica di tutte le forze che sono state congiuntamente premiate e scelte dagli elettori per la guida della città. La maggioranza presto dovrà aprire una nuova fase che impegni sempre più la politica ad assumersi le proprie responsabilità e di conseguenza a fare le proprie scelte governative. Si dovrà dunque necessariamente far posto da qui in avanti alle sensibilità politiche da cui deriveranno tutte quelle nuove scelte sempre meno contingentate dall’emergenza».

Gruppo misto «La vicenda rappresenta un aspetto inevitabile di un momento di asstestamento di equilibri politiche in seno alla maggioranza di centrodestra – dichiarano i consiglieri del gruppo misto Valeria D’Acunzo e Federico Brizi – Auspichiamo per il bene della città che tutti coloro che sono stati eletti nel centrodestra abbiano un sussulto di responsabilità. Rinnoviamo pertanto la fiducia all’operato del sindaco Latini nella duplice aspirazione che in futuro l’azione amministrativa possa essere sempre più qualificata in un contesto di creazione di una classe dirigente di centrodestra che sappia interpretare le esigenze presenti e le aspettative future di Terni e del suo territorio».

Il Partito socialista «Qualche giorno fa, dopo l’uscita dalla Lega del consigliere Emanuele Fiorini, avevamo parlato di amministrazione in agonia dopo solo 9 mesi. A questo punto si può parlare tranquillamente di morte cerebrale». È quanto affermano dalla Federazione provinciale del Partito Socialista di Terni. «Di questo infatti si deve parlare per l’amministrazione comunale ternana, impantanata in beghe interne e senza guida. Appare infatti evidente l’inconsistenza e la conflittualità interna fra i partiti che la sostengono, aggravata dall’inadeguatezza del sindaco Leonardo Latini, che appare ogni giorno più in difficoltà, incapace di gestire la sua stessa maggioranza, figuriamoci se può essere il soggetto preposto a risolvere i problemi della città».

Il senatore Grimani Sul caso interviene anche il senatore Pd Leonardo Grimani: «Con il ritiro delle deleghe l’amministrazione comunale ammette quello che da tempo era ben noto: è la Lega a dettare legge, con gli altri partiti ridotti a mero contorno. Ancora una volta, il sindaco Latini ha preferito nascondere ai cittadini quella verità che Dominici, nella sua recente intervista aveva messo in luce: la città è succube delle divisioni interne di un partito che non sa gestire il potere, perché non ha gli uomini e non ne è capace e che ha come unico scopo il mantenimento del consenso attraverso la propaganda piuttosto che il bene dei cittadini con i fatti».

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