di Danilo Nardoni
Dopo la serie tv per ‘Il nome della rosa’ di Umberto Eco anche un’altra produzione importante sta per girare un film a Perugia e in Umbria. Questa volta ad essere affascinato dal capoluogo umbro, ma anche da altri luoghi e borghi della regione, è stato il pluripremiato regista olandese Paul Verhoeven autore di pellicole di successo come ‘Basic Instinct’, cult erotico con Sharon Stone, ‘Showgirl’, ‘Robocop’ e del recente ‘Elle’ con Isabelle Huppert. Verhoeven inizierà a luglio a Perugia dopo Umbria jazz, e poi forse anche a Bevagna e Gubbio (oltre che a Montepulciano in Toscana), le riprese del suo ‘Blessed virgin’. Una vicenda ambientata tra Medioevo e Rinascimento e per questo Perugia è risultata perfetta per il regista. Il film nasce dal libro ‘Atti impuri’ di Judith C. Brown: non un romanzo ma un saggio storico, basato su un documento del XVII secolo ritrovato integro in un archivio di Firenze e ricco di dettagli sull’amore scabroso e saffico tra due donne. Insomma, una sorta quindi di ‘Basic Instinct’ però ambientato in un convento del ‘600 e basato su una storia vera. Il regista è rimasto affascinato dalla vicenda e ha deciso di portarla al cinema. Lo ha raccontato lui stesso proprio a Perugia dove è arrivato nei giorni scorsi in incognito, con la sua troupe italo-francese, per sondare il territorio e fare i primi sopralluoghi. A breve sarà organizzato anche un casting per trovare comparse umbre.
Sopralluogo in città Inizialmente ha trovato difficoltà a relazionarsi con le istituzioni, ha ribadito Verhoeven durante un incontro proprio a Perugia in cui ha ufficializzato il tutto dando anche qualche primo annuncio ufficiale sul film. Quindi tutto poi è andato per il verso giusto. «Sono contento di girare il mio film in questa città meravigliosa», ha detto dopo aver ricevuto il ‘Grifone d’Oro’ alla carriera, premio consegnato da Daniele Corvi, ideatore e direttore del Love Film Festival (30 aprile-6 maggio) e artefice di questa sorta di anteprima con il regista olandese, dal sindaco Andrea Romizi e dall’assessore Michele Fioroni. «Meglio del Golden Globe» ha affermato Verhoeven appena ricevuto il riconoscimento. Corvi – è stato inoltre sottolineato – ha così imbastito una strategia efficace per convincere la produzione a scegliere Perugia, grazie anche alla collaborazione del Comune. Da lì è nata l’idea e la trattativa, portata a buon fine, di presentare Verhoeven alla collettività con la consegna del Grifone d’oro dedicato a Sandro Penna. Il grande regista ha potuto riscontrare così «l’efficienza e la disponibilità della gente di Perugia», annunciando che Perugia con la sua piazza saranno centrali nel film.
Perugia e cast La scelta come set del film alla fine è ricaduta sul capoluogo umbro, ha spiegato il regista, «perché la storia si svolgerà in due città e Perugia sarà quella più grande, perché i suoi palazzi saranno la sede ideale del Nunzio apostolico chiamato a verificare il fatto che coinvolge le due donne». Gli è bastata una passeggiata lungo il corso principale e per le vie e piazze per capire che questo è il luogo ideale dove girare il suo nuovo lungometraggio: «Mi ha colpito la piazza, con i palazzi del Comune e della Cattedrale che si guardano, la Fontana al centro. La mostrerò in tutta la sua bellezza nel mio nuovo film». Il film, che racconterà quindi la storia di due donne lesbiche in un convento nell’Italia del Seicento, verrà girato in francese con protagonista la bella Virginie Efira, presente anche nel suo ultimo lavoro ‘Elle’, ad interpretare la suora lesbica Benedetta Carlini. Animata da visioni mistiche, la monaca venne processata dalla Chiesa per eresia e per la relazione con la consorella Bartolomea. E visto che le vicende si svolgono in un convento di suore, «la maggior parte del cast sarà femminile, prenderò comparse locali anche, ma solo se parlano francese» ha scherzato il regista.
Eros e religione Ottanta anni a luglio, il regista olandese vuole ancora scandalizzare. Eros, omosessualità e religione sono infatti gli ingredienti del suo nuovo film ‘Blessed virgin’. «Il ritrovamento del documento è stato qualcosa di eccezionale proprio perché l’epoca in cui si sono svolti i fatti rendono impensabile tutto quello che invece è accaduto e per questo ho deciso di farci un film» ha spiegato Verhoeven durante l’incontro a Perugia. Il film, inevitabilmente, affronta il tema dell’atteggiamento della Chiesa del Seicento nei confronti dell’omosessualità femminile ma è lontano dal regista l’idea di dare messaggi e giudizi o fare paragoni con il mondo di oggi: «Non mi piace dare messaggi né giudizi morali, non lo ho mai fatto e non lo farò neanche questa volta. Racconto in libertà quello che mi affascina».
L’Umbria e il cinema Perugia e l’Umbria sembrano in questi giorni tornare sotto i riflettori del grande cinema e della fiction dopo un periodo di calo di attenzione. «Per un rilancio turistico con la forza del cinema – ha sottolineato Daniele Corvi – servono un Festival forte e un’efficiente Film commission, per cui invito le istituzioni locali a ragionare su questi punti. Il Festival – ha proseguito il direttore artistico – è riuscito a portare nel suo programma, oltre al film di Verhoeven, anche le prime dichiarazioni de ‘Il nome della rosa’, che sarà all’apertura del 30 aprile, e l’anteprima Mediaset della nuova puntata della serie ‘Sacrificio d’amore’, con i protagonisti del cast, tra cui Francesca Valtorta, madrina della manifestazione». Anche il consigliere regionale del Pd Giacomo Leonelli, proprio in questi giorni, è tornato sul tema interrogando la giunta regionale sulla Film commision e sulle sue possibilità di sviluppo come opportunità per la regione.
