di Sara Calini
Sarà il «dialogo tra la spiritualità del Santo e lo sguardo di artisti contemporanei d’eccezione» il filo conduttore della nuova esposizione a Palazzo Baldeschi proposta da Fondazione Perugia. Inaugurata sabato alla presenza del curatore Costantino d’Orazio, direttore dalla Galleria nazionale dell’Umbria, la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al primo novembre.
La mostra Fondazione Perugia, in collaborazione con la Galleria nazionale dell’Umbria, rende omaggio al patrono d’Italia con una mostra che ritrova la sua eredità spirituale e culturale nelle opere di alcuni degli artisti italiani e internazionali più importanti dell’arte contemporanea. L’intuizione al centro di questa esposizione, spiega il presidente di Fondazione Perugia Alcide Casini, è «offrire al pubblico una prospettiva nuova su una figura centrale per l’Umbria e per la cultura universale» in occasione dell’ottavo centenario dalla morte del Santo.
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Gli artisti A Palazzo Baldeschi i visitatori potranno trovare opere che mettono in relazione l’arte contemporanea con l’eredità spirituale di San Francesco. Da Alberto Burri, a Emilio Isgrò, a Giuseppe Penone e Michelangelo Pistoletto – con la celebre Venere degli stracci – che «reinterpretano» i temi cari al Santo in modi diversi ma significativi. Un legame che si percepisce anche nelle creazioni di Marina Abramović e Maurizio Cattelan, fino alle «cancellature concettuali» sul Cantico delle creature di Isgrò. Accanto a queste, i lavori di Gerardo Dottori, esplicitamente ispirati alla figura del Santo, e di artisti come Mario Ceroli, Nicola Samorì e Kiki Smith, che «indagano il sacro nella contemporaneità». La mostra include poi anche medaglie devozionali e reliquiari che «testimoniano il culto francescano nei secoli».
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Un “assaggio” prima di entrare Non serve però varcare la soglia di Palazzo Baldeschi per capirne il senso spirituale e culturale. Prima ancora di varcare la soglia è possibile vedere «una delle installazioni più suggestive e complesse da realizzare della mostra» spiega D’Orazio. Si tratta dell’opera di Giuseppe Penone, pensata appositamente per questa esposizione: un alfabeto in ferro, completamente inglobato in una grande pagnotta di pane umbro, cotta direttamente insieme alla struttura metallica e collocata sulla terrazza del palazzo. L’opera, «per sua natura effimera e performativa» (qui il video), è pensata per trasformarsi nel tempo: il pane viene infatti lasciato agli uccelli, che nutrendosene ne consumeranno la superficie fino a rivelare progressivamente le lettere nascoste. Un gesto «che richiama direttamente il legame tra San Francesco d’Assisi e gli uccelli, simbolo di una comunicazione universale e spirituale».
COSTANTINO D’ORAZIO SVELA L’OPERA DI PENONE: GUARDA IL VIDEO
Info utili I visitatori potranno visitare la mostra dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19.30 e il weekend dalle 10.30 alle 19.30. Il biglietto intero ha un costo di 7 euro, menre il ridotto 4 euro. Sono previste delle agevolazioni, per maggiori informazioni sugli sconti visitare il sito ufficiale di Fondazione Perugia
