Paola Giannetakis (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Prosegue con Paola Giannetakis, candidata del Movimento 5 stelle alla Camera nel collegio Perugia-Trasimeno, la serie di interviste in vista del voto del 4 marzo.

Quali sono i temi principali sui quali si concentrerà nel corso della campagna elettorale?

«La nostra campagna elettorale considera prioritario chiarire le progettualità e non fare promesse, proprio per questo è chiaro che i temi sono legati ai problemi e a come potrebbero essere risolti. Questo significa parlare di giovani e fasce deboli, parlare di povertà e di degrado, di criminalità e sicurezza, di università, formazione e lavoro. Come tecnico ritengo che ogni candidato uninominale sia stato portato nel progetto proprio per poter contribuire, grazie a conoscenze approfondite di certi fenomeni, a progetti e interventi di maggiore efficacia».

Quali sono i più importanti problemi del territorio a cui intende dar voce?

«Non sono una politica e forse oggi questo è un vantaggio più che uno svantaggio, siamo rimasti ancorati a pregiudizi e stereotipi senza osservare un dato e cioè che la realtà è cambiata e che la politica da anni ha smesso di ascoltare le persone. Le persone sono stanche e sfiduciate, hanno perso ogni entusiasmo nel partecipare alla vita politica proprio per colpa dei politici. La politica non si fa solo con consuntivi e bilanci, non solo con i numeri per quanto importantissimi, ma anche con la sensibilità e l’ascolto. Io darò voce alle persone e ai loro bisogni, ai giovani e alle loro prospettive per il futuro, alle persone anziane e quello che lo Stato non ha fatto per loro.  Darò voce alle vittime e agli operatori della sicurezza. Io darò voce ai piccoli e medi imprenditori che non riescono a sopravvivere per le pressioni fiscali e le inadeguatezze normative, sosterrò la rigenerazione delle bellezze naturali della nostra regione che saranno il cuore del rilancio di questa regione. Io darò voce alla gente».

Economia, welfare e trasporti sono tre temi strategici per l’Umbria: per ognuno di questi indichi un provvedimento chiave da approvare in parlamento

«Evidente che lo siano, partendo dai trasporti è noto a tutti quanto isolamento si sia sofferto, questo è andato a discapito sia dei singoli che delle attività economico finanziarie. La regione seppur meravigliosa risorsa per la sua bellezza, per la sua storia e tradizione, per i prodotti tipici e la capacità dei singoli di valorizzarli, è rimasta indietro e da questo isolamento è dipesa un’involuzione che ha avuto anche nel mercato del lavoro e nell’impoverimento i suoi principali effetti. Un treno ad alta velocità non fa primavera! Lunga è la strada se vogliamo davvero prepararci al futuro e non morire rimanendo una bellissima foto in cartolina. I progressi tecnologici sono incentivati dal programma e prevedono lo sviluppo delle smart-city come progetto di funzionalità e benessere collettivo anche riguardante green economy, mobilità e sicurezza. In relazione al benessere collettivo, è chiaro che siamo stati i primi a preoccuparci dello stato di benessere introducendo non solo il reddito di cittadinanza nel programma ma anche la pensione di cittadinanza e questo avrà il suo effetto benefico in particolare qui dove il 18,7% degli abitanti ha oltre 70 anni di età. Per quanto questi siano temi critici, ritengo ce ne siano altri con i quali dobbiamo fare i conti. L’isola felice che era l’Umbria non è più felice, abbiamo da affrontare nuove forme criminali in aggiunta a quelle note, la popolazione ha modificato sostanzialmente le proprie abitudini di vita condizionata da una vita non più sicura e questo senza i doverosi interventi che il movimento ha intenzione di realizzare e consolidare andrà solo peggiorando».

Se eletta come intenderà gestire il rapporto con il suo collegio?

«La scelta di candidare solo persone residenti nei territori che rappresentano risponde a questa domanda, una scelta fatta per non far venire meno l’importanza di questo legame e per rappresentare al meglio le esigenze del territorio, cosa inattuabile per chi si candida senza essere del posto. Io in questa regione sono nata e cresciuta e qui vivo seppur viaggiando spesso per lavoro come tanti altri miei concittadini. La sinergia tra locale e nazionale è una sinergia che vede i problemi locali beneficiare delle politiche nazionali e che in un percorso parallelo le anima e stimola consentendo agli stessi rappresentanti di presentarle a livello nazionale».

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Twitter @DanieleBovi

 

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