di Daniele Bovi
Arriva da Parigi, la ville lumière per definizione, la società che si occuperà di gestire tutta l’illuminazione pubblica di Perugia. Citelum è infatti l’azienda, con sede nella capitale francese, a capo di un raggruppamento temporaneo di imprese al quale la giunta comunale ha deciso di affidare gli oltre 30 punti luce della città; per la precisione 30.662, molti dei quali vecchi e bisognosi di manutenzione e investimenti. Citelum è la scelta di Palazzo dei Priori visto che la società è il fornitore Consip (la centrale acquisti della Pubblica amministrazione) dopo essersi aggiudicata la relativa gara. Fino a oggi il Comune ha gestito il sistema in economia attraverso il personale di Palazzo dei Priori e quello di ditte esterne per la manutenzione straordinaria.
FOTO: LA NUOVA ILLUMINAZIONE DEL CENTRO STORICO
DA SABATO ORDINANZA ANTISMOG: MAPPA E DIVIETI
I dettagli Il progetto presentato da Citelum, che verrà presentato ufficialmente venerdì in commissione Bilancio dall’assessore ai lavori pubblici Francesco Calabrese e dall’ingegnere del Comune De Micheli, prevede un contratto «a risultato» di nove anni da oltre 32 milioni di euro; tempi che potrebbero sembrare lunghi ma così non è se confrontati a quelli di un project financing, che ne potrebbe prevedere 15. I punti di forza della proposta di Citelum riguardano la sostituzione di 25 mila vecchie lampadine con nuove a led nel giro di uno o due anni e dei pali vecchi e arruginiti, la manutenzione programmata, un servizio di pronto intervento entro 24-48 ore, procedure più semplici, l’apertura di un ufficio di supporto a Perugia e non solo.
NUOVA ILLUMINAZIONE INTELLIGENTE TRA CENTRO E FONTIVEGGE
I risparmi Citelum infatti ha proposto al Comune di realizzare anche alcuni interventi di Agenda urbana legati all’illuminazione dei monumenti e alla smart city per un totale di quasi sete milioni di euro. Centrale è poi ovviamente il tema dei risparmi. Nel 2015 il costo complessivo del servizio è stato di 4,156 milioni di euro per il Comune e secondo il piano presentato il risparmio stimato in via prudenziale ammonterebbe a 239 mila euro l’anno, 2,1 milioni per tutto il periodo del contratto che diventerebbero tre in caso il prezzo dell’energia, come ipotizzato, aumenterebbe del 10 per cento nel 2017 e 2018 (impossibile fare previsioni a più lunga scadenza). Quanto al personale, quello attualmente impiegato dal Comune andrebbe a coprire senza nuove assunzioni i pensionamenti del prossimo triennio e sarebbe impiegato per la manutenzione di fontane, videosorveglianza e impianti speciali, tutti compiti oggi affidati all’esterno.
Presentazione Venerdì nel corso della presentazione è stato ribadito che la legge prevede, per settori come questo, l’obbligo di ricorrere a convenzioni Consip; l’alternativa sarebbe quella di espletare una gara europea o di ricorrere al partenariato pubblico-privato (sempre con gara europea), «con significativa dilatazione dei tempi – è stato detto in commissione – e con costi certamente superiori». «Si tratta di un progetto – ha detto Calabrese – che una città realizza ogni 30 anni; dunque un’iniziativa qualificante e che segna un’epoca, e abbiamo scelto un atto di indirizzo per coinvolgere al massimo il consiglio». Sempre Calabrese ha specificato che a Perugia è necessaria e non più rinviabile la riqualificazione e messa in sicurezza della pubblica illuminazione, perché molte delle lampade (circa 14 mila) non sono più in produzione. «Con questa proposta – ha aggiunto – di fatto si effettueranno a Perugia investimenti, compresi quelli sui parchi, non a carico del Comune ma di terzi, per oltre 15 milioni di euro, con un risparmio netto per l’Ente di oltre 500 mila euro l’anno (250 mila sulla spesa corrente, 300 mila legato al maggior costo dell’energia). Benefici, vista la dote di investimenti, ci saranno anche per le pmi del territorio».
Il dibattito Nel corso del dibattito molte sono state le domande poste ai consiglieri. Camicia ha parlato di un’offerta presentata da Osram a suo dire più vantaggiosa mentre Rosetti, Sorcini e Bori hanno chiesto se le tecnologie proposte, visto che la gara Consip risale a tre anni fa, sono all’avanguardia. De Micheli ha dato in sostanza una risposta positiva sottolineando che comunque che Citelum sarà tenuta ad adeguarla alle nuove tecnologie e che ogni Comune ha la possibilità di riformulare i termini del contratto. Quanti ai consumi, che si passerebbe dagli attuali 17 milioni di kwatt/ora all’anno a 8 milioni circa; quanto alla proposta di Osram si tratta solo di un leasing operativo per la fornitura di materiali. Calabrese al termine ha dato disponibilità a rinviare la votazione di una settimana, purché l’atto possa approdare in Consiglio il prossimo 23 gennaio; ciò in tempo utile per dar corso a tutte le procedure connesse alla redazione del bilancio di previsione.
Pd chiede spiegazioni A margine della commissione il Pd in una nota ha chiesto al sindaco di «fare luce» sulla mancata gara: «Quello che ci chiediamo – scrivono – è se l’offerta personalizzata è stata preceduta da altre proposte pervenute al Comune di Perugia e, in caso, se sono state richieste le medesime personalizzazioni, se e che tipo di pubblicità è stata data dal Comune per un appalto di tale valore e quali sono state e se sono state rese pubbliche, eventualmente, le valutazioni e motivazioni di rigetto delle altre proposte sono state rese pubbliche». Altro problema sottolineato non solo dal Pd ma anche da Rosetti è quello del coinvolgimento delle imprese locali e dei subappalti. «Non sono state precisate quali sono, per esempio, le condizioni e le garanzie per le aziende locali oppure quale potere contrattuale hanno in una situazione di semplici subappaltatori costretti ad accettare condizioni imposte da altri e da contendere ad altre aziende locali». «La Giunta Romizi – dicono – ha, al contrario, optato per un non coinvolgimento delle ditte locali, lasciando che le stesse siano coinvolte solo parzialmente».
Twitter @DanieleBovi
