La sede della Provincia di Terni (foto F.Troccoli)

Anche la Provincia di Terni esce da Interporto di Orte e delibera la messa in liquidazione di Atc. La pratica al vaglio anche del socio pubblico Comune di Terni approda anche nell’assemblea di Palazzo Bazzani dove sono stati votati i due provvedimenti. In particolare il consigliere di opposizione Sergio Bruschini si è detto in disaccordo sull’addio alla società laziale «perché – ha spiegato – l’area a confine tra le due regioni è un importante bacino economico di riferimento per il Narnese-Ternano e rinunciare a un asset come l’Interporto significa mettere la questione su un piano politico. La bassa Umbria – ha aggiunto – guarda naturalmente alle aree del Reatino e del Viterbese e non a quelle delle Marche e della Toscana». Il riferimento è al dibattito sulle macroregioni che nel caso dell’Umbria è già in corso da qualche tempo, tanto che la scorsa settimane le tre regioni del Centro Italia hanno provveduto a costituire la centrale unica degli acquisti. Sulla stigmatizzazione di Bruschini, il presidente della Provincia, Leopoldo Di Girolamo, ha affermato «Interporto di Orte evidenzia i caratteri previsti dalle nuove normative su realtà che sono in passivo e senza dipendenti».

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