di Daniele Bovi

Per colmare gli squilibri fra i diversi territori e sostituire vecchi macchinari l’Umbria avrebbe bisogno da qui al 2030 di 15 fra Tac e risonanze magnetiche. Una regione che ha sì una dotazione sopra la media, ma che presenta anche forti squilibri territoriali, con zone scoperte o, come nel caso di Orvieto, un eccesso di offerta. Sono questi alcuni degli elementi più importanti che emergono dal Piano strategico 2026-2030, approvato nei giorni scorsi dalla giunta regionale, che stabilisce il fabbisogno e la distribuzione territoriale delle grandi apparecchiature radiologiche ad alta tecnologia.

La situazione attuale Il piano fotografa una situazione nella quale l’Umbria dispone già oggi di un numero di apparecchiature superiore alla media nazionale. Per quanto riguarda le Tac, la regione è seconda in Italia con 51,5 apparecchi per milione di abitanti, contro una media nazionale di 37,3. In totale sono presenti 50 macchine, equamente divise tra pubblico e privato. Anche sul fronte delle risonanze magnetiche i numeri sono elevati: il Cuore verde è quarto in Italia con 45,6 apparecchiature per milione di abitanti, a fronte di una media nazionale di 32,9. Le risonanze magnetiche con potenza pari o superiore a 1,5 Tesla sono 31, di cui 12 pubbliche e 19 private. La situazione appare più favorevole anche sotto il profilo dell’età delle apparecchiature. Il 18,2 per cento delle Tac umbre ha più di dieci anni, un dato migliore rispetto alla media nazionale, che supera il 35 per cento; per le risonanze magnetiche, invece, l’età media è di 7,6 anni, contro i 9,8 registrati a livello italiano.

Gli squilibri Accanto a questo quadro complessivamente positivo, il piano mette però in evidenza forti differenze tra un territorio e l’altro. Alcuni distretti, come Assisano, Media Valle del Tevere, Trasimeno, Valnerina e Narni-Amelia, non dispongono di strutture private con Tac o risonanze magnetiche di fascia alta. In Valnerina e Narni-Amelia mancano anche risonanze magnetiche pubbliche. Le differenze emergono anche guardando ai tassi di dotazione. Il distretto di Assisi ha un livello di presenza delle Tac molto inferiore alla media regionale, mentre il Trasimeno continua a dipendere in larga misura dal distretto di Perugia: oggi, infatti, il 59 per cento delle prestazioni Tac per i residenti del Trasimeno viene infatti effettuato nel Perugino.

Caso Orvieto Il caso più evidente è quello di Orvieto. Qui si registra il tasso più alto di Tac in rapporto alla popolazione e, allo stesso tempo, anche il più elevato numero di prescrizioni. Secondo il piano regionale, questo squilibrio rischia di continuare ad alimentare una domanda superiore al reale bisogno clinico; sempre a Orvieto si concentra anche la quota più alta di richieste di risonanza magnetica in lista d’attesa rispetto alle prenotazioni.

Macchinari vecchi Tra le criticità segnalate c’è anche il tema dell’obsolescenza di una parte delle apparecchiature. Le Tac con meno di 16 strati sono considerate ormai superate, perché garantiscono prestazioni inferiori ed espongono a una maggiore dose di radiazioni. A livello nazionale quasi otto su dieci hanno più di dieci anni. Il piano stabilisce che in Umbria non potranno più essere autorizzate nuove Tac con meno di 64 strati, nemmeno in sostituzione di quelle vecchie. Un altro elemento riguarda le risonanze magnetiche mobili attualmente utilizzate ad Assisi e Città della Pieve. La loro produttività è inferiore rispetto alle macchine fisse presenti nel resto della regione e per questo il piano apre alla possibilità di sostituirle con due apparecchiature stabili, una nell’Assisano e una nel Trasimeno.

I nuovi macchinari Per quanto riguarda il futuro, il Piano approvato da Palazzo Donini prevede che entro il 2030 potranno essere autorizzate fino a 11 nuove Tac, portando così il totale da 50 a 61: sette potrebbero essere destinate al territorio della Usl Umbria 1 e quattro alla Usl Umbria 2. Nella Usl Umbria 1 fino a tre nuove Tac, pubbliche o private, potranno essere collocate nei distretti del Trasimeno, dell’Assisano e della Media Valle del Tevere. A queste si aggiungeranno una macchina privata per ciascuno degli stessi distretti, se non già compresa nelle autorizzazioni precedenti, e una ulteriore apparecchiatura per l’Alto Chiascio. Per la Usl Umbria 2 è prevista una nuova Tac nei distretti di Narni-Amelia, Orvieto o Valnerina, oltre a una macchina privata per Narni-Amelia e una per la Valnerina. Un’altra apparecchiatura potrà essere installata nel distretto di Foligno. Quanto a Perugia, all’ospedale grazie a un accordo varato nei giorni scorsi arriverà una nuova Tac di ultima generazione.

La Naeotom Alpha Pro di Siemens che sarà montata a Perugia

Risonanze Sul fronte delle risonanze magnetiche, il piano prevede quattro nuove apparecchiature con potenza pari o superiore a 1,5 Tesla: tre saranno destinate alla Usl Umbria 1, in particolare ai distretti del Trasimeno, dell’Assisano e della Media Valle del Tevere, mentre la quarta sarà assegnata alla Usl Umbria 2, con priorità per Narni-Amelia, Orvieto e Valnerina. Il totale a livello regionale sarà quindi di 35 macchinari.

Sostituzioni Il Piano riporta poi anche il programma di sostituzione delle apparecchiature più vecchie finanziato con le risorse del Pnrr: in tutto, come stabilito da tempo, sono state già installate a fine 2025 nuove Tac a 128 strati negli ospedali di Città di Castello, Pantalla e Narni. Nuove risonanze magnetiche arriveranno invece negli ospedali di Città di Castello e Branca. Per le altre grandi apparecchiature, come Pet, gamma camere, acceleratori per radioterapia e litotritori, Palazzo Donini ritiene che il fabbisogno attuale sia già soddisfatto e non prevede nuovi incrementi nel periodo 2026-2030.

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