La protesta dei lavoratori della Sia in piazza Italia (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

Reiscritte Gesenu ed Ecoimpianti, non ancora la Sia. Il giorno dopo la notifica dell’avvenuta cancellazione dall’Albo nazionale gestori ambientali delle aziende sottoposte a interdittiva antimafia, che stava per causare un blocco nella raccolta dei rifiuti, si è lavorato duramente per cercare di risolvere una situazione tanto inattesa quanto potenzialmente esplosiva.

Reiscrizione a tempo Fin dalla giornata di lunedì, soprattutto grazie all’intervento del prefetto Raffaele Cannizzaro, si è capito che per le aziende commissariate la norma che prevede la cancellazione dall’Albo poteva essere superata. La logica è chiara: stando la governance in mano a commissari, non ha alcun senso rendere inoperative aziende a quel punto non più in pericolo di subire ingerenze nella gestione. E’ il caso, ad esempio, della Gesenu. Anche se, in questo caso, la reiscrizione non può che essere a tempo: fino cioè al 19 maggio, dato che i sei mesi di commissariamento stanno per scadere. Poi, se i commissari resteranno bene, altrimenti servirà un’altra soluzione per evitare la cancellazione dall’Albo.

Nodo Sia Il problema più urgente, come sottolineato fin da lunedì, si è rivelato quella della Sia di Marsciano. L’azienda – che cura la raccolta rifiuti anche a Deruta, Collazzone, Fratta Todina, San Venanzo, Monte Castello Vibio, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Cannara e Massa Martana – ha la “pecca” di non essere commissariata. Quindi, la cancellazione notificata lunedì alle 15 via Pec, resta operativa finché non avviene un cambio nella governance. Fin dalla mattina, il prefetto insieme al sindaco Alfio Todini e al presidente Luciano Concezzi hanno cercato una via di uscita.

Girandola di riunioni Il primo provvedimento è stata la proroga alla sospensiva del provvedimento di cancellazione dall’Albo fino alle ore 24 di mercoledì. Quindi è iniziato un tourbillon di riunioni per studiare il da farsi. Alle 18 anche i circa 80 lavoratori dell’azienda si sono portati sotto alla sede della Prefettura di Perugia, in attesa di conoscere il loro destino: «E’ una situazione incredibile – hanno spiegato – noi che abbiamo la percentuale più alta in Umbria di raccolta differenziata, che lavoriamo in maniera pulita, ci troviamo col pericolo di non poter più uscire con i nostri mezzi. Il problema è che non si è agito in tempo per risolvere la situazione dopo i primi provvedimenti della Prefettura».

Modifica dello statuto Sia è una società a maggioranza pubblica, con il 55 per cento in mano ai Comuni (oltre il 53 per cento solo quello di Marsciano), il 36 a Gesenu e il 9 a un socio privato (Gmp spa). Da mesi si lavora a una modifica dello statuto per far sì che Gesenu rinunci alla nomina di un membro nel Cda e dell’amministratore delegato. Una mossa, questa, che disinnescherebbe sia il commissariamento che la cancellazione dall’Albo. Il consiglio comunale di Marsciano ha già votato, ma l’iter è ancora in corso.

Ipotesi e tensione Alle 19.30 è terminata l’ultima riunione, con Todini, Concezzi e qualche altro sindaco (c’era, ad esempio, Maria Pia Bruscolotti di Massa Martana) che hanno incontrato i lavoratori. «C’è un clima positivo di collaborazione – ha detto Todini – e stiamo lavorando per una via d’uscita. Il prefetto è impegnato a pieno e domani avremo un nuovo colloquio». La soluzione prospettata sarebbe un’accelerazione nel cambio dello statuto. All’appello mancherebbe il voto del consiglio comunale di Deruta, che potrebbe avvenire giovedì. Proprio per giovedì si vorrebbe convocare d’urgenza un’assemblea dei soci per votare il nuovo statuto. Se non fosse praticabile non è stato del tutto escluso un commissariamento dell’azienda. Una corsa contro il tempo, con la possibilità non del tutto esclusa dal sindaco che debba interrompersi il servizio, sia pure solo per qualche giorno. Ipotesi, quest’ultima, ha causato qualche tensione tra i lavoratori: «Ci rimettiamo noi che non abbiamo colpe», hanno gridato al primo cittadino.  Mercoledì, intanto, le Rsu saranno ricevute in consiglio regionale. Alla stessa ora il prefetto aggiornerà i sindaci.

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