«Si impegni il sindaco e la giunta a prevedere, nell’elaborazione del capitolato di appalto per il servizio di refezione scolastica, che il soggetto appaltatore individui e attui gli strumenti amministrativi per fare educazione alimentare permettendo ai bambini di portare a casa i prodotti rimasti sui vassoi». E’ quello che chiede Michele Pennoni, consigliere comunale del Partito democratico, tramite un atto di indirizzo depositato negli uffici di Palazzo Spada.

Le decisioni del consiglio La proposta si inserisce nel quadro del rinnovo dei servizi educativi del Comune, che passa anche per la riorganizzazione delle mense che dovrà essere formalizzata anche con la stesura del nuovo capitolato d’appalto per l’assegnazione del servizio di refezione scolastica.

Il paradosso In questo contesto, e più in generale nel quadro mondiale in cui lo spreco alimentare è uno dei punti più critici delle più recenti politiche di gestione ambientale e sociale, il consigliere Dem chiede al sindaco e alla giunta di «prevedere, nell’elaborazione del capitolato di appalto per il servizio di refezione scolastica, che il soggetto appaltatore individui e attui, cogenti per legge o meno, gli strumenti amministrativi per fare educazione alimentare permettendo ai bambini di portare a casa i prodotti rimasti sui vassoi come panini, frutta e altro e combattere lo spreco riutilizzando il cibo venendo anche incontro alle necessità di chi si trova in difficoltà economiche recuperando il cibo non consumato a scuola reindirizzando alle mense sociali tutti i pasti che verranno recuperati dalle nostre refezioni».

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