di C.F.
Bozza di regolamento per l’istituzione degli orti urbani sul tavolo dell’assessore all’ambiente Vincenza Campagnani. È direttamente il Movimento 5 stelle di Spoleto, che già alla metà di novembre aveva portato in consiglio una mozione incassando il via libera all’unanimità, a lanciarsi in pressing sull’amministrazione comunale per tentare di accelerare l’iter di approvazione del regolamento necessario per attivare il modello già sperimentato con successo in molti territori dell’Umbria e d’Italia.
Orti urbani, c’è la bozza di regolamento La bozza presentata è al vaglio degli uffici comunali competenti per eventuali modifiche e integrazioni necessarie, tra queste la durata delle concessioni e i canoni da corrispondere che nel documento non vengono definiti, a differenza delle modalità di assegnazione degli appezzamenti incardinati all’Isee dei nuclei familiari e pure al numero dei componenti. Ma prima un passo indietro. Nella proposta del M5s il compito di individuare i terreni su cui attivare lo strumento viene assegnato alla giunta comunale che, attraverso gli uffici, dovrà approvare un elenco delle aree pubbliche da destinare «servizio» con finalità, tra le altre, di «valorizzazione delle aree anche sotto il profilo della tutela del paesaggio, incentivazione della socialità, diffusione di tecniche di coltivazione e smaltimento dei rifiuti (compostaggio), recupero di coltivazioni locali».
Spoleto 5 stelle in pressing Tra i requisiti individuati dai Cinque stelle per la concessione di un orto urbano figurano la «residenza nel territorio comunale, non disporre di altri appezzamenti coltivabili, né essere agricoltori a titolo principale». Nella bozza di regolamento sul tavolo dell’amministrazione comunale si propone di pubblicare con cadenza triennale il bando per l’assegnazione degli orti in virtù dei punteggi da riconoscere ai richiedenti in base all’Isee e ai componenti del nucleo, con le fasce di reddito deboli e le famiglie numerose avvantaggiate nello schema di valutazione. Previsti nel documento anche una serie di divieti, che vanno dalla cessione a terzi dell’area all’utilizzo di agrofarmaci e fertilizzanti chimici, ma anche obblighi per l’assegnatario come impegnarsi allo smaltimento e riutilizzo dei rifiuti vegetali.
Twitter @chilodice
