di Massimo Colonna
Dopo il ricorso presentato dalla procura della Repubblica di Terni contro cinque delle nove scarcerazioni totali relative agli arresti per la banda Milot, messi a segno nel febbraio scorso dalla polizia, il tribunale del Riesame ora si è espresso ancora nel merito confermando l’annullamento delle misure cautelari in carcere. Il tribunale di Perugia ha motivato la decisione parlando di «insussistenza di gravi indizi di colpevolezza».
Le motivazioni Nel documento firmato dal tribunale del Riesame di Perugia vengono espresse dunque anche le motivazioni che hanno portato alla conferma dell’annullamento delle misure cautelari di carcerazione per i cinque cittadini albanesi coinvolti nell’operazione. «Va dunque confermato – si legge nel documento – l’accoglimento della richiesta di riesame degli imputati, anche nel presente giudizio di rinvio, per l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza».
L’ordinanza Il ricorso riguardava cinque posizioni rispetto alla 9 per cui i legali difensori avevano chiesto la scarcerazione dopo gli arresti da parte della polizia. Nei loro confronti il gip del tribunale di Terni lo scorso 9 febbraio aveva emesso una ordinanza in cui richiedeva le misure cautelari del carcere. Decisione contro cui i legali avevano presentato ricorso arrivando alla scarcerazione di tutti gli elementi.
Il ricorso Da lì poi il ricorso della procura della Repubblica di Terni con la Cassazione che ha inviato gli atti al Riesame per l’ultima valutazione di merito. I cinque arrestati sono difesi dagli avvocati Massimo Proietti di Terni e da Daniela Paccoi di Perugia. Uno dei cittadini albanesi scarcerati dal Riesame è anche indagato per l’omicidio di Gabriella Zelli del gennaio scorso. Su questo fronte la procura ha presentato istanza di archiviazione, a cui la famiglia della vittima si è opposta.
Twitter @tulhaidetto
