E’ Claudio Montecucco a inaugurare il nuovo luogo espositivo di Umbrò. Dal 21 novembre al 12 dicembre gli scatti del celebre fotografo perugino saranno “incorniciati” nelle teche illuminate allestite lungo il percorso che, da via Oberdan, porta al cuore di Umbrò. E per l’occasione l’artista si fa in tre: la mostra, infatti, sarà un compendio dei lavori di Montecucco, da ‘Leggere Perugia’ (il progetto d’esordio che ha immortalato a loro insaputa persone qualsiasi intente a leggere negli scenari più disparati del centro storico di Perugia), a ‘In cammino’, (una serie d’istantanee nelle quali ciascun soggetto è immortalato nell’atto dell’oltrepassare una soglia, salire o scendere scale, passeggiare per le strade e i vicoli di Perugia) fino al lavoro più recente e soprattutto inedito, ovvero ‘Sensualità’, il primo capitolo di un’indagine artistica sulla sensualità femminile nelle sue forme più pure e diverse. Alla conferenza stampa di presentazione interverranno, oltre all’autore, Luigi Petruzzellis (curatore) e Barbara Pilati (responsabile politiche culturali di Arci Territoriale Perugia).

VIDEO: INTERVISTA A CLAUDIO MONTECUCCO

FOTOGALLERY: LA MOSTRA

Biografia Nato a Perugia, Claudio Montecucco si diploma come tecnico delle industrie meccaniche e acquisisce la qualifica triennale di designer industriale Cad. Iscritto alla Facoltà di Architettura di Firenze, dopo alcuni esami abbandona gli studi per lavorare nella gioielleria di famiglia come designer di gioielli e per proseguire gli studi di pianoforte. Amante di ogni forma d’arte, cita volentieri gli autori in cui si riconosce come Albert Einstein (”La fantasia è più importante della conoscenza”), Marguerite Duras (”Quello che mi aiuta a vivere è l’istante”), Robert Doisneau (”Quello che cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo dì ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere”). Uomo schivo e poco incline ad apparire, Montecucco ha iniziato a fotografare (prevalentemente immagini di architettura) solo da alcuni anni quando ha capito che la fotografia gli permetteva dì esternare qualcosa di fortemente personale. La sua ricerca è quella del cosiddetto “istante inafferrabile”, quello che vorrebbe catturare ogni giorno camminando per strada con la sua macchina fotografica.

Mostre “MIA Fair 2015”. (Galleria Blanchaert) Milano 10 – 13 aprile 2015
“In Cammino”. Palazzo della Penna, Museo Civico di Arte Contemporanea, Perugia 9 – 29 marzo 2015
“MIA&D Fair 2014”. (Galleria Blanchaert) Singapore 23 – 26 ottobre 2014
“Leggere Perugia”. Palazzo della Penna, Museo Civico di Arte Contemporanea, Perugia 16 giugno – 6 ottobre 2014
“MIA Fair 2014”. Milano 23 – 25 maggio 2014
“Perugia in Cammino”. Palazzo della Penna, Museo Civico di Arte Contemporanea, Perugia 21 dicembre 2013 – 6 aprile 2014
“Umbrialibri 2013”. Palazzo della Penna, Museo Civico di Arte Contemporanea, Perugia 7 – 10 novembre 2013
“Leggere Perugia”. Ex Chiesa di Santa Maria della Misericordia, Perugia 22 giugno – 14 luglio 2013

Testo critico
(a cura di Luigi Petruzzellis)

Uomo di strada, come si definisce lui stesso, Claudio Montecucco ama trascorrere le proprie giornate osservando la vita che scorre nelle vie e nei vicoli delle città. E’ in questi contesti dinamici e mutevoli che si svolge la sua ricerca artistica, una ricerca spasmodica, a tratti maniacale, profondamente sentita. Nelle sue foto si avverte come preminente il voler fare emergere la carica emotiva dei soggetti scelti; la sua è una fotografia strettamente personale, frutto non di un vezzo artistico ma del bisogno di condensare in uno scatto sensazioni ed emozioni che altrimenti andrebbero perse. L’importanza riservata a questo aspetto è totalizzante e condiziona in maniera irreversibile ognuna delle immagini create: le sgranature, le messe a fuoco particolari, i tagli spesso anomali, nascono e sono espressione compiuta della sua più intima sensibilità. La sua è la ricerca dell’imperfezione perfetta, della foto talmente “vera” da sembrare quasi costruita o posata, sebbene i soggetti prescelti siano ignari di tutto. Sceglie con cura Montecucco, non lascia nulla al caso; queste persone ispirano inconsapevolmente il fotografo semplicemente compiendo azioni della routine quotidiana come ad esempio camminare, leggere un libro, salire su una macchina, in maniera cosi naturale da riflettere intensamente all’esterno la loro carica interiore. Sono persone autentiche, che non stanno indossando maschere o recitando un ruolo.
Una volta individuato il soggetto è necessario studiarne a fondo le abitudini, i percorsi compiuti, gli atteggiamenti, mettendoli in relazione con il contesto, con le luci, le ombre, le architetture che fanno da scenario a questi scatti; nella costruzione della foto non sono essenziali i volti, che di fatto risultano quasi sempre elementi secondari. Uno studio così sistematico è fondamentale per riuscire a cogliere il dettaglio che fa la differenza; solamente dopo aver acquisito tutti gli elementi Montecucco scatta, e la poesia prende forma: il lavoro di ore, giorni o addirittura mesi di osservazione è racchiuso in un attimo, un unico, fondamentale, fatidico click. Il risultato sono foto senza tempo, è impossibile non essere attratti dagli sguardi, dalle espressioni, dai gesti, dalle situazioni rappresentate in queste immagini: una tale idea di fotografia improntata sull’esaltazione della spontaneità, della purezza e dell’imperfezione non contempla l’utilizzo del fotoritocco, pratica che ne sovvertirebbe alla radice il concetto stesso.

Le opere qui esposte sono state appositamente selezionate da tre distinti progetti fotografici, di recente presentati in una delle più importanti fiere internazionali di fotografia d’autore che si è tenuta presso il Museo del Louvre di Parigi, ovvero Fotofever Art Fair.
Il primo dei tre progetti, dedicato alla lettura (iniziato nel 2006 e tuttora in itinere), ha rappresentato l’esordio artistico di Montecucco; in questi scatti le città, soprattutto Perugia, vengono declinate come delle immense sale di lettura a cielo aperto, i cui confini, che abbracciano scale, muretti, vicoli e monumenti, diventano facilmente rifugi nei quali abbandonarsi ai propri autori preferiti. Fotografie che fanno riflettere e sognare, desiderare di partecipare al rito collettivo eppure intimo della lettura all’aperto e, allo stesso tempo, chiedersi cosa abbiano provato e vissuto le persone ritratte durante quella esperienza. Montecucco riesce a far emergere quell’atmosfera mite e malleabile pronta ad accogliere e accudire il lettore, preservandone l’intimità del momento più dolce dal caos delle città.

Nel secondo progetto invece l’attenzione del fotografo si è concentrata sul contrasto tra luce e ombra e sull’utilizzo a volte estremo del chiaro/scuro, creando in questo modo la cornice ideale per l’esaltazione del movimento. Nasce così la serie “In cammino”, nella quale le figure ritratte si muovono in ambienti quasi surreali, comunicandoci i loro differenti stati d’animo ciascuno con le proprie pose, gli atteggiamenti colti in modo molto tenue e sfumato, le ombre che li precedono e li seguono, spesso in coni di luce che diventano quasi delle passerelle.
L’inconsueto mix tra una certa malinconia di fondo e un persistente alone di sensualità, presente in quasi tutti i suoi scatti, trova invece la massima esaltazione nel terzo progetto, ovvero la serie “Sensualità”, dedicata alla bellezza femminile; anche in questo caso si tratta di una bellezza che non fa riferimento esclusivamente a canoni estetici. L’istante, sempre rubato, nel quale Montecucco coglie queste donne le trasforma in bellezze quasi ideali, eteree, fuori dal tempo e dallo spazio, mai volgari.
Nei suoi scatti quasi d’altri tempi Montecucco riesce a raccontare quell’atmosfera magica e spesso dimenticata che contraddistingue Perugia, riesce a far emergere gli aspetti più inconsueti e meno conosciuti delle persone, dei monumenti e delle architetture che la rendono quotidianamente viva e unica al mondo. Con il suo stile sobrio e diretto, ma dalla fortissima potenza espressiva, egli sta rapidamente affermandosi come uno dei maggiori talenti fotografici emergenti non solamente a livello nazionale.

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