Nasce in Umbria il primo polo avioagrituristico. Di che si tratta? In pratica di una rete di collegamenti tra campi volo, aviosuperfici, aeroporti e strutture turistico-ricettive. Un insieme di strutture capaci di soddisfare gli amanti del volo e della natura, ma anche dell’arte e della buona tavola.
15 aziende associate L’idea è venuta ad Agriturist, l’associazione agrituristica di Confagricoltura Umbria, che ha utilizzato il bando Tac 2 in collaborazione con Avioportolano. Grazie a ciò è già pienamente operativa l’Associazione Avioturismo Umbria, sorta nel a dicembre 2010 con lo scopo di sviluppare la rete di approdi aerei in Umbria e permettere la valorizzazione delle piste di volo a servizio dell’avioturismo e del territorio. Una struttura organica, costituita da 15 “aziende avioagrituristiche” pronta a dare non solo accoglienza, ma un’intera rete di servizi turistici. Ciascuna azienda lavora in simbiosi con l’aviosuperficie e con l’agriturismo per poter fornire all’avioturista tutti i servizi complementari ed arricchire la sua permanenza.
Turisti volanti «Mission principale dell’associazione – spiega Marco Silenzi, presidente Agriturist – è quella di accogliere i proprietari di aerei che costituiscono un bacino di “turisti volanti” estremamente ampio e diversificato (aviazione generale sportiva e ultraleggeri). I piloti avranno a disposizione, tramite gli aeroporti e le piste private, qualificati e specializzati scali turistici e strutture turistico-ricettive di altissima qualità e comfort e potranno scegliere tra aziende agrituristiche, country-house, bed&breakfast, dimore storiche e alberghi con una selezionata offerta di accoglienza».
I numeri del fenomeno Secondo Silenzi «esiste una nicchia, neanche tanto ristretta, di persone che viaggiano con velivoli leggeri. L’aviazione da diporto e l’aviazione generale hanno avuto negli ultimi anni uno sviluppo rapidissimo. Dal 1987 ad oggi, il numero delle aviosuperfici private, il più delle volte a supporto di strutture ricettive, è aumentato del 1.742% e i campi di volo del 303%. In Italia si contano circa 35 mila nuovi piloti di volo da diporto e in Europa la flotta aerea supera le centomila unità ed è un mercato importante, ricco, che si muove con facilità e velocemente. Si tratta di numeri – prosegue Silenzi – che non possono passare in secondo piano quando si parla di turismo in Umbria. Oltretutto la nostra regione si trova in posizione geografica ottimale per ricevere il traffico aereo da diporto nazionale ed europeo».
In Umbria 28 aviosuperfici L’Umbria dispone di un’importante rete di 28 approdi aerei, tra piste di volo private e piccoli aeroporti aperti al traffico civile, oltre ad 8 decolli per il volo libero tra cui i più importanti d’Europa. Una rete costituita da 2 aeroporti, 14 campi di volo e 12 aviosuperfici, pari al 20% della rete degli approdi aerei del centro Italia. E’ in questo ambito che si colloca il valore delle strutture ricettive umbre che per loro posizione geografica in prossimità degli scali avioturistici o per convenzioni in atto possono essere facilmente raggiungibili e fruibili dal pilota e dal suo equipaggio.
5 itinerari Una volta in Umbria i turisti avranno la possibilità di essere guidati verso itinerari esclusivi. Il polo avioagrituristico ne ha individuati cinque: storico e artistico volto alla scoperta delle principali città d’arte (Perugia, Spoleto, Orvieto, Assisi, Gubbio, Terni) degli antichi borghi medioevali (Todi, Narni, Norcia, Cascia, Bevagna, Deruta, Torgiano, Trevi, Castiglione del Lago) dei siti di grande valenza archeologica (Tuoro, Otricoli, Cannara); paesaggistico e ambientale a contatto dei luoghi dove la natura è particolarmente suggestiva e spettacolare (Monti Martani, Parco del Monte Cucco, Monte Subasio, Cascata delle Marmore, Lago Trasimeno); eno-gastronomico e prodotti tipici locali: scoperta delle zone delle cantine DOC dei vini (Montefalco, Torgiano, ecc.) e dei prodotti tipici dell’enogastronomia regionale (funghi e tartufi, cacciagione, formaggi, salumi, olio).
Aeroshopping Previsto anche l’aeroshopping, una guida su dove trovare ed acquistare i migliori prodotti artigianali (ceramiche, legno, ferro battuto, terracotte, oreficeria e tessile). «Non solo quindi l’Umbria delle piste di volo, ma quella dei musei, della gastronomia, dell’arte legata al saper fare, delle manifestazioni. Ciò che è importante comprendere – conclude Silenzi – è che più si stimola il movimento e si aumenta il traffico aereo offrendo occasioni interessanti e appetibili più aumenta proporzionalmente il valore del settore che può giovarsi di un prodotto innovativo da proporre: l’avioturismo, appunto, che è di nicchia solo apparentemente, perché gli avioturisti possono costituire le più sensibili avanguardie di un numero maggiore e più significativo di turisti».


Comments are closed.