di Ivano Porfiri
Sono le 2 del mattino quando all’interno della sede del Partito democratico si sente un colpo secco e un urlo: «Sì, cazzo». Il segretario regionale Giacomo Leonelli ha appena dato un pugno a una porta, subito dopo che le agenzie hanno battuto la quarta proiezione dell’istituto Piepoli, la prima che dà Catiuscia Marini in vantaggio su Claudio Ricci. Fino a quel momento in piazza della Repubblica si era consumato un vero e proprio psicodramma.
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Da sereno ai nuvoloni Il clima era andato progressivamente peggiorando dalle 23. A quell’ora, quando si delineava un’affluenza superiore al 55% il barometro segnava ancora il sereno o poco nuvoloso: «Con questo dato – dicevano gli aruspici democratici – si vince con almeno 6-7 punti di vantaggio». Sono le 23.30 quando in sede arriva Leonelli, che annuncia ai presenti che aspetterà lì il risultato per poi recarsi dalla Marini, in quei momenti chiusa nella sua casa di Todi in attesa degli eventi.
Effetto Perugia bis Il nervosismo sale progressivamente con il passare dei quarti d’ora: dalle sezioni, fino a mezzanotte abbondante, nessun rappresentante di lista invia segnali confortanti. Anzi, dai seggi di Perugia i dati sono pessimi: «A Ponte della Pietra Ricci è in vantaggio, a Piscille ci stanno doppiando». Ma è la prima proiezione di Piepoli per Porta a Porta, a mezzanotte e undici minuti, a seminare il panico: Ricci è in testa con il 41,5% contro il 40,1% della Marini. Per mezzora abbondante i cronisti presenti rivedono le scene del kappao di 12 mesi fa, quando la vittoria di Romizi su Boccali ha ribaltato la politica regionale. Sconforto, lacrime, inviti alla calma: «Sono solo le prime proiezioni». Ma nessuno ci crede.
«A Roma vogliono i numeri» Il segretario di Perugia, Francesco Giacopetti non esce dal suo ufficio. Leonelli è una scheggia impazzita: bianco in volto, auricolare piantato nel cervello in contatto diretto con il Pd nazionale. Alle ragazze che raccolgono i dati dai seggi: «Datemi qualche numero, a Roma vogliono numeri». Ma lo spoglio va a rilento. La seconda proiezione, quando mancano 8 minuti all’una, è quasi identica alla prima. E anche secondo Masia per Mentana su La7 in Umbria è testa a testa.
Calma, signori, calma Qui, però, torna un barlume di razionalità nei presenti. Leonelli e i suoi collaboratori si mettono al telefono scandagliando sezione per sezione: a Terni, Altotevere, Gubbio il vantaggio è consolidato. Dal lago, che sembrava andare male, si torna a sperare e perfino a Perugia si segnala la rimonta. Mentre le tv già sguazzano nel “caso Umbria” il segretario umbro ha ripreso un po’ di colorito: «Stanno prendendo una cantonata, noi abbiamo numeri diversi».
La liberazione La svolta all’1.43. Il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini dice senza mezzi termini: «Dai dati in nostro possesso, possiamo dire che si consolida il cinque a due con l’Umbria in mano stabilmente a Catiuscia Marini». Ma è quella quarta proiezione, quella del sorpasso, che fa far scattare scene da gol alla finale dei mondiali. Leonelli scatena la rabbia con quel pugno alla porta: «Sì, cazzo». Il colpo di gong su tre ore di pura follia.
