di Ivano Porfiri
«Il governo deve usare questi giorni per trovare una soluzione perché una soluzione ci può essere e quindi bisogna che tutti assieme collaboriamo». Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, in vista dell’incontro fissato per il 6 aprile tra Basell e Novamont. Il leader Pd lo ha spiegato direttamente ai lavoratori riuniti in assemblea a Terni sulla difficile situazione del polo chimico ternano.
Accendere i riflettori su questa realtà «E’ chiaro – ha detto Bersani – che in questo Paese a cominciare dall’azione di governo non c’è nessuna concentrazione sul problema dell’attività industriale e dell’occupazione. Io anche nel giorno della Libia ho voluto venire qua intanto per accendere i riflettori sui problemi industriali e su questa realtà per dire che l’I, colltalia non può mangiare senza prospettive industriali, per dire – ha detto ancora il segretario del Pd – che dove c’è la cultura del lavoro bisogna preservarla, ricostruirla, darle prospettiva, per dire – ha concluso – che uno non può scappare se è una multinazionale». Su quest’ultimo punto, Bersani ha ricordato di aver «fatto il ministro» e quindi di «sapere che se li chiami (i responsabili delle multinazionali, ndr), vengono». Da qui l’invito di Bersani al Governo ad adoperarsi per una soluzione della vertenza del polo chimico ternano, agendo «da driver e da capofila» delle azioni da mettere in atto.
Il Quirinale non parla a vanvera Il segretario del Pd è poi intervenuto intorno ai dubbi di natura politica sollevati dal Quirinale a proposito della nomina a ministro dell’Agricoltura del «responsabile» Saverio Romano: «Dire che siamo sconcertati è poco. Quando dal Quirinale vengono dei messaggi – dice -, vanno ascoltati, anche in questo caso. Perché abbiamo un Quirinale che non parla mai a vanvera. Questo credo sia chiaro a tutti gli italiani». «Con il presidente del Consiglio che non ritiene di andare in Parlamento sul caso libico – ha continuato il segretario del Pd – ma va al Quirinale a proporre un ministro perché c’è un gruppo che ha il coraggio di chiamarsi Responsabili e che aspetta di sapere se Romano sarà ministro per presentarsi in Parlamento e discutere di Libia, significa – ha concluso Bersani – che abbiamo toccato il fondo davanti alla dignità degli italiani e davanti al mondo».
Nessuna riforma epocale L’ultimo punto toccato dal segretario è quello della riforma della giustizia: «La “riforma epocale” annunciata da Berlusconi? Solo conflitto di attribuzione ed accorciamento dei tempi di prescrizione, perché il premier non può fare grandi riforme. Berlusconi sulla giustizia può solo tentare aggiustamenti per lui». «Io ho detto 15 giorni fa, quando venne fuori la mega-riforma, la riforma epocale della giustizia: “aspettiamo una settimana e vedremo a cosa si riduce la riforma epocale”. Si riduce al conflitto di attribuzione e all’accorciamento dei tempi di prescrizione. Siamo sempre lì: Berlusconi non può fare grandi riforme, può solo tentare aggiustamenti per lui».

