L’Area politico-culturale “Il coraggio di cambiare” ha promosso un incontro con docenti della facoltà di Scienze politiche, di Economia e Giurisprudenza dell’Ateneo perugino, con il segretario regionale della Cgil Mario Bravi e con primari e dirigenti infermieristici dell’Azienda ospedaliera di Perugia per conoscere il loro pensiero ed il loro giudizio sulla situazione attuale dell’Umbria. Ne sono scaturite le seguenti considerazioni su politica, economia, lavoro e sanità. Questo il resoconto:

Nell’incontro sono emerse alcune riflessioni sul partito e sulle azioni di governo del centro sinistra umbro.
Si è parlato, innanzitutto della “forma partito” più adatta ai tempi attuali, in una condizione di disaffezione dei cittadini umbri verso la politica. Ne è emersa la necessità di un partito leggero, arricchito da “saperi” e competenze tecniche, che sappia raccogliere informazioni dalla società e, attraverso le amministrazioni, soddisfare i bisogni dei cittadini.

Un partito, come il Pd, dovrebbe essere connotato, nel web, come galassia policentrica di cultura e di intelligenza collettiva al servizio dei cittadini. E un ruolo importante dovrebbero avere le indagini demoscopiche per captare le esigenze della società, con una costante trasmissione mediatica delle attività politica e amministrativa svolte. Un partito ha bisogno di allargare l’orizzonte culturale al suo interno coltivando il dialogo e l’apertura verso la società. Il circolo è la base da cui nascono le idee per migliorare la realtà e dove vengono recepite le istanze dei cittadini in ciascun territorio; attraverso una “sussidiarietà ascendente”. Ma i circoli, spesso chiusi e asettici, dovrebbero, invece rappresentare luoghi di incontro e socializzazione politica. E le riunioni del partito potrebbero essere organizzate nei luoghi dove la gente solitamente si ritrova, come ad esempio le biblioteche.

Nel centrosinistra umbro è venuta meno la capacità di ascolto e di analisi dei cambiamenti continui della società, che devono essere interpretati, elaborando poi le opportune soluzioni dei problemi. Un partito che, nella selezione della sua classe dirigente, privilegia le appartenenze invece della qualità e della competenza è destinato a fallire. Anche il timing delle decisioni è oramai cruciale: Renzi ha dato un segnale preciso nel senso di promettere rapidità nelle decisioni.

In ambito economico l’Umbria è in ritardo e accusa un calo del Pil di circa il 12% , con un elevato tasso di giovani che cercano lavoro fuori regione. Nell’industria regionale prevalgono prodotti intermedi ed edilizia, settori che hanno subito di più la crisi. Il sistema imprese dell’Umbria è, inoltre, meno internazionalizzato rispetto alla media italiana e occorre una politica incisiva per favorire l’ingresso nei mercati emergenti e maggiori investimenti nella formazione e nella specializzazione delle nuove generazioni. Il tasso di disoccupazione regionale, più alto degli ultimi 14 anni, con un elevato numero di precari e di lavoratori che non percepiscono uno stipendio da mesi. Gli stipendi e i salari umbri sono più bassi del 7% rispetto alla media nazionale, ma ciò non ha portato a vantaggi in termini di economia di crisi. Anche le associazioni delle imprese si chiudono spesso in difesa dei propri interessi e non partecipano alle iniziative per promuovere progetti di re-industrializzazione e rilancio dell’economia.

In ambito sanitario il governo dell’Umbria deve riflettere su alcuni punti critici. La meritocrazia deve essere il criterio per affidare responsabilità altrimenti si rischia una dequalificazione complessiva del sistema e un incremento della mobilità dei pazienti verso altre regioni. Serve più coraggio nell’attuazione della riforma sanitaria per una razionalizzazione dei servizi. Sono decisive costanti consultazioni con gli operatori per condividere una nuova organizzazione dell’assistenza in Umbria anche per migliorare la percezione della qualità delle prestazioni erogate spesso al di sotto della realtà. Liste di attesa, sovraccarico di accesso e ricoveri sono elementi da affrontare per non incrinare il giudizio complessivo sulla qualità del servizio sanitario regionale.

L’impegno quindi è quello di insistere per un rinnovamento nel modo di fare politica nonché per favorire un’accelerazione nell’azione di governo dell’Umbria.

Area politico culturale “Il Coraggio di Cambiare” – PD Umbria

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