di Francesca Marruco

Ecstasy, hashish e marijuana. Spaccio al dettaglio radicatissimo nei territori di Perugia e della Media Valle del Tevere. Per questo sedici persone sono state destinatarie di altrettante ordinanze di misura cautelare, in carcere, ai domiciliari, o con obblighi, emesse dal gip di Perugia Lidia Brutti su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Perugia Massimo Casucci, in seguito all’attività d’indagine sviluppata dai carabinieri della compagnia di Todi.

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Il capo Un capo bulgaro, e moltissimi spacciatori al dettaglio italiani. Persone perfettamente inserite nel tessuto sociale che spacciavano ad una clientela variegata per estrazione sociale. Dalle prime ore dell’alba di giovedì, in diversi comuni della provincia di Perugia ed a Mantova, oltre ottanta carabinieri e due unità cinofile antidroga del nucleo di Firenze sono stati impegnati – nell’ambito di un’indagine, denominata operazione Bellomo, condotta dai carabinieri di Todi in diverse località della provincia di Perugia. Il capitano Marcello Egidio, insieme al luogotenente delle compagnia di Tosdi Aleo e a quello di Marsciano, Fiaschini, ha spiegato i particolari dell’indagine in una conferenza stampa.

Cuneo «Si tratta dell’ennesima operazione contro gli spacciatori- ha detto il comandate provinciale dei carabinieri di Perugia, Angelo Cuneo- ma in questo caso non abbiamo preso la solita batteria di spacciatori centroafricani, il fulcro pesante del gruppo era gestito da italiani con piccole attività imprenditoriali, inserite nel tessuto sociale. Questa indagine fa da contrappeso, alle ennesime accuse fatte alla città di Perugia in una trasmissione televisiva. Perugia non è immune dalla droga ma è una citta in cui tutte strutture dello Stato cercano di dare risposte con la repressione. Non lasciamo nessuno spazio, non ci fermiamo solo ai nordafricani, abbiamo anche colpito questo settore che a volte ci dimentichiamo di esaminare».

L’indagine L’input dal quale traeva origine l’indagine antidroga veniva acquisito incidentalmente in un altro contesto investigativo: nell’autunno del 2012, il comune di Marsciano era stato preso di mira da un gruppo di malviventi che avevano consumato numerosi furti in abitazioni. A seguito di tali fatti, i carabinieri hanno svolto specifiche attività investigative che, da un lato, permettevano di arrestare due cittadini albanesi, autori dei furti anzidetti e dall’altro, di raccogliere elementi sull’attività di spaccio svolta da alcuni soggetti residenti nel territorio marscianese. Il Norm di Todi ha quindi condotto, una complessa e articolata indagine, che ha consentito di delineare esattamente i contorni di un vasto traffico di stupefacenti, di hashish e marijuana, ma anche cocaina e droghe sintetiche, quali l’ecstasy, ben radicato in diversi comuni (Marsciano, Deruta, Fratta Todina e Perugia) e gestito da varie persone che operavano autonomamente o in concorso tra di loro. Le indagini si sono sviluppate attraverso prolungati servizi di pedinamento, appostamenti, sequestri, arresti ed escussione di numerosi assuntori di droghe.

Gli spacciatori Il fulcro della fitta rete di spaccio è rappresentato da uno straniero bulgaro il quale, servendosi di svariati pusher, riforniva a Marsciano, Fratta Todina, Deruta, numerosi assuntori in quantitativi, talvolta, anche consistenti. Tra i vari cavalli dello spacciatore in questione figura un italiano di quarantacinque anni (B.L.), residente a San Venanzo (TR), che aveva un duplice compito: riscuotere, anche con le maniere forti, i pagamenti delle droghe vendute a credito e spacciare, soprattutto l’ecstasy, in alcune discoteche di Perugia, i militari gli hanno sequestrato un tirapugni. Altri pusher dello straniero, invece, oltre ad effettuare lo spaccio “di strada” provvedevano ad occultare per conto dello stesso, presso le proprie abitazioni, importanti partite di droga. Lo spacciatore inoltre, per sfuggire ad eventuali controlli delle forze dell’ordine, si faceva accompagnare, nelle trasferte connesse alla gestione dell’attività di spaccio, dalla fidanzata che, in alcune circostanze, celava la droga nella propria biancheria.

Rifornimenti Lo spacciatore, a sua volta, si riforniva della droga, in quantità ragguardevoli, attraverso diversi canali. In particolare: da C.G., perugino di trentadue anni, gestore di un ristorante a Deruta e dal cognato, A.V., un trentaquattrenne, originario di Torre Annunziata (NA), si approvvigionava di hashish. La droga commercializzata dai due cognati presentava delle peculiarità: veniva confezionata a forma di “ovoletti” e chiamata in gergo “super polline” per l’elevata percentuale di principio attivo. Il bulgaro si riforniva anche da D.S.W., altro campano di trentotto anni, residente a Perugia. Questi, benché sottoposto agli arresti domiciliari per delitti concernenti gli stupefacenti, continuava a spacciare rilevanti quantitativi di hashish. Un altro straniero di venticinque anni, asserito cittadino bulgaro o, più verosimilmente, albanese, avendo molteplici alias con tale nazionalità. A costui, che operava con un altro bulgaro (T.P. di ventisei anni), si faceva riferimento per la fornitura di cocaina.

Sequestri Nel corso dell’indagine, i carabinieri hanno anche effettuato diversi arresti e sequestri: in particolare, il 10 aprile 2013, a Perugia, venivano arrestati due giovani di Foligno trovati in possesso di un involucro con oltre 100 grammi di marijuana. La droga in sequestro, sottoposta ad accertamenti presso il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti (LASS) dei carabinieri i Perugia, risultava avere un principio attivo del 13,54% ed era idonea per confezionare 542 dosi medie singole. Il 24 aprile 2013, a Fratta Todina, T.L, un trentunenne del luogo, veniva trovato in possesso di circa 230 grammi di hashish, appena ricevuti dallo spacciatore “principale” con l’incarico di custodirli presso la propria abitazione. L’hashish sequestrato era risultato puro al 12,92% ed idoneo per confezionare 1.140 dosi medie giornaliere. Il 25 maggio 2013, a Perugia, nella rete dei carabinieri, cadeva proprioil capo del gruppo. Questi, dopo un rocambolesco inseguimento, veniva bloccato dai militari, che recuperavano 20 “ovoletti”, per un peso complessivo di 200 grammi di hashish, appena ricevuti dai cognati di Deruta. Presso l’abitazione del bulgaro, in quella circostanza, venivano trovati altri 200 grammi, vari coltelli ed un “tirapugni”. La droga, quella volta, era di ottima qualità e proveniva dall’area campana; infatti, risultava avere un principio attivo del 25,73%, sufficiente per ricavare 2.404 dosi medie singole. Dopo appena due giorni, i carabinieri di Todi facevano irruzione nell’abitazione di Perugia di D.S.W. il quale, benché fosse agli arresti domiciliari, continuava a spacciare tanto che veniva trovato in possesso di circa 600 grammi di hascisc, sufficienti per realizzare 3.884 dosi medie singole. Il 30 maggio 2013, a Marsciano, gli investigatori del NORM eseguivano una perquisizione nell’abitazione di un minorenne del posto, trovandolo in possesso di alcuni grammi di marijuana, una bilancia di precisione ed un telefono cellulare che, a seguito di accertamenti, risultava essere stato rapinato ad un altro minorenne per il mancato pagamento di una piccola quantità della citata sostanza stupefacente. Infine, il 7 luglio 2013 a Perugia, i carabinieri del Norm di Todi bloccavano A.V. (il campano, cognato del ristoratore di Deruta). Questi, a bordo di un’autovettura AUDI con targa elvetica, era appena rientrato da Napoli, dove si era approvvigionato di 55 “ovoletti” di hashish “super polline”, del peso complessivo di grammi 564, dai quali era possibile ricavare quasi 4.000 dosi medie singole.

Chi sono In carcere sono finiti, un ristoratore 32enne di Perugia D.S.W., e due cognati di origine campana C.G., e A.V.. Agli arresti domiciliari sono invece finiti :T.L. 31enne di Fratta Todina, B.L.un italiano di 45 anni, M.R., un italiano trentaquatrenne, residente a Gubbio; M.I.A., un romeno venticinquenne, residente a Marsciano, I.I.A., un romeno ventunenne, residente a Marsciano; T.I., una romena ventiseienne, residente a Foligno. Obbligo di dimora nei comuni di residenza, con obbligo di permanenza domiciliare notturna: N.A.I., bulgaro trentaduenne, residente a Marsciano; L.M.I., bulgaro trentaduenne, residente a Perugia e. P.E., italiano trentacinquenne, residente a Marsciano.

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